I grandi della lirica in campo per il Met Opera

NEW YORK – Omaggio all’Italia, il paese dove e’ nato il “bel canto”, in prima linea in questi giorni nella pandemia da coronavirus: lo ha reso in auto-quarantena dalla sua casa in Virginia la grande soprano Renée Fleming durante il commovente gala della Metropolitan Opera “The Voice Must Be Heard” trasmesso dal vivo e poi in streaming nel fine settimana e di cui alcuni brani sono tuttora reperibili su YouTube.

Oltre un milione di persone in 162 paesi, molti in lacrime, hanno seguito lo spettacolo nell’arco delle 24 ore con tante piccole donazioni arrivate a sostegno delle casse in rosso di uno dei piu’ celebri palcoscenici del mondo. Il Met, come altri teatri quasi ovunque, ha chiuso i battenti a meta’ marzo proiettando perdite fino a 60 milioni di dollari e nella totale incertezza se sara’ possibile riaprire in settembre per la nuova stagione. Quasi 40 divi della lirica in lockdown dal vivo in 13 nazioni, piu’ il coro e l’orchestra, si sono passati il testimone in un giro del mondo di quattro ore registrando via Skype su smartphone, tablet e laptop in una maratona informale di arie e duetti dall’interno delle rispettive case.

Alcuni in abito da sera, altri in maglietta e jeans: dalla sua casa in Svezia sulle rive di un lago il baritono Peter Mattei ha cantato dal “Don Giovanni” accompagnato dalla fisarmonica di un vicino al posto del mandolino. In Francia, il tenore Roberto Alagna e la soprano Aleksandra Kurzak hanno optato in salotto per un duetto dall'”Elisir d’Amore”. A Lugano Marco Armiliato ha accompagnato al piano il baritono Ambrogio Maestri in “Nemico della patria” dell'”Andrea Chenier”. Spizzichi di vita familiare: Diana Damrau e il marito Nicolas Testé hanno cantato “La’ ci darem la mano” in cucina, mentre la mezzo-soprano Jamie Barton ad Atlanta ha intonato “O don fatale” dal “Don Carlo” di Verdi coi libri di Harry Potter che facevano capolino sul pianoforte. La Fleming, sullo sfondo il giardino della sua bella casa in Virginia, aveva scelto l'”Ave Maria” dall'”Otello” di Verdi, uno dei brani che hanno definito la sua carriera, e alla fine si e’ asciugata una vera lacrima. Ci sono stati altri momenti di commozione, come quando la sezione delle viole, a casa senza stipendio al pari del resto dell’orchestra e del coro, ha suonato “Ombra mai non fu” dal “Serse” di Haendel in memoria del collega Vincent Lionti ucciso tre settimane fa dal virus. Altri brani pre-registrati da casa sono stati il “Va Pensiero” per coro e orchestra e l’intermezzo orchestrale di “Cavalleria Rusticana”: sul podio virtuale, il direttore musicale Yannick Nézet-Séguin che ha fatto da padrone di casa da Montreal assieme al general manager Peter Gelb a New York.


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