Il “Cappelli” di Mercato Saraceno. Una fotografia del presente e gli scenari per il futuro

 

Sono apparse a mezzo stampa, nei giorni scorsi, alcune notizie non veritiere che fomentano
nella cittadinanza preoccupazione e incertezza.
Questa amministrazione è eticamente obbligata a fare precisazioni e smentite. Lo è per il
rapporto di costruttiva collaborazione che esiste, da tempo, con i vertici dell’Ausl, in particolar
modo con Direttore Generale Carradori, che abbiamo incontrato giorni fa, e per il rapporto di
franchezza e trasparenza che ci lega alla nostra cittadinanza.
Viene presentato, per il Cappelli, un futuro nebuloso e con poche speranze di sopravvivenza, in
un’ottica di depauperamento graduale di competenze, professionalità e servizi.
Ma questo non corrisponde al vero. Non c’è alcuna intenzione, da parte dell’Azienda Sanitaria,
di spogliare la struttura di servizi e anzi, viene sottolineato il fatto che la parte dei poliambulatori
sarà potenziata e rinvigorita con nuove specialità.
Ma ci preme sottolineare che non è corretto sostenere che non si siano specialisti quali
cardiologo e ginecologo, che sono qui presenti come oculista, fisiatra e dermatologo.
I tempi di attesa, in alcuni casi sicuramente non brevi, non sono di certo una caratteristica solo
mercatese, ma una condizione condivisa con tutte le strutture territoriali.
Nell’incontro è emerso inoltre un forte interesse da parte dell’azienda a valutare se, con
qualche piccolo adeguamento strutturale, sarà possibile potenziare il punto di primo intervento,
che, collocato a media valle, è strategico per tutto il territorio circostante, e non per la cittadina
di Mercato Saraceno. È inoltre in funzione, al Cappelli, un ecografo che viene utilizzato
regolarmente ed intensamente.
Affrontato anche il tema dei posti letto, una grande risorsa, che attualmente si trovano spesso
sotto occupati. Anche in questo caso è stato dimostrato il desiderio di riorganizzare il servizio e
sfruttare al meglio le potenzialità.
Tutto questo, legato anche al progetto di informatizzare ancor più massivamente la struttura e i
servizi, non ci pare collimi con quanto presentato a mezzo stampa.
Il futuro della nostra struttura è quello di mantenere e potenziare i servizi e le attività
specialistiche e di strutturare ancora più fortemente la funzione della gestione dell’emergenza,
senza tralasciare la degenza, che andrà riorganizzata ma che esiste ed è attiva.