Il coronavirus frena la prevenzione: calano le diagnosi di tumore. Tornano le azalee dell’Airc

“Le diagnosi di cancro sono calate del 30% nei mesi di lockdown, perché la pandemia ha bloccato moltissimi esami necessari per individuare i tumori, come le mammografie.Ci sono meno casi ufficiali, non meno malati. Ora è il momenti di recuperare il tempo perduto: perché la diagnosi precoce è fondamentale, cambia il destino delle persone. Come la ricerca”.
Festeggia la tua mamma con l’Azalea della Ricerca: quest’anno non la trovi in piazza, ma solo su https://t.co/RGG3Nh0nFp.
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— airc_it (@AIRC_it) April 27, 2020

Lucia Del Mastro, professoressa nel dipartimento di terapie oncologiche integrate all’ospedale policlinico San Martino di Genova,  conosce bene difficoltà, dolori, ansie di chi ha un carcinoma. Coordina infatti il  reparto di senologia e, grazie ai finanziamenti dell’Airc, l’associazione per la ricerca sul cancro,  studia  come preservare la fertilità di chi è costretto alla chemioterapia dopo un tumore. Studi fondamentali che, nei giorni della festa della mamma, verranno finanziati dalla vendite di Azalee che quest’anno, a causa del covid, l’Airc organizza non più tramite i classici banchetti ma via web, consegna a casa garantita.
L’assistenza oncologica durante Covid19In questi due  mesi, in cui il Covid ha capovolto vite e organizzazioni ospedaliere, sono mutati tempi e modi di cura anche per i pazienti oncologici: meno visite in reparto e più contatti via skype per assicurare assistenza ed evitare il rischio del contagio, gravissimo per chi è già privo di difese immunitarie. “Così chi veniva  per le terapie doveva comunque sottoporsi ai controlli di temperatura e al triage, mentre le ore di infusioni di chemioterapia doveva passarle  da sola, impossibile altrimenti rispettare le distanze di sicurezza. Una cosa fondamentale per tutti, ancor di più per i malati di cancro”, sottolinea la dottoressa Del Mastro. 
saluteseno

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