Il Decreto Aprile slitta a inizio maggio. Catalfo: 13 miliardi e altre 9 settimane di cig

Salta il Consiglio dei ministri del 30 aprile chiamato a dare il via libera al ‘Decreto Aprile’. Il provvedimento è in fase di completamento e l’esecutivo punta a vararlo nei prossimi giorni,dunque a maggio. Probabile che, un secondo Cdm convocato nei prossimi giorni, dia il via libera al decreto semplificazioni, l’altro binario sul quale il governo punta alla ripartenza economica dopo la fine della fase 1.

“Il termine per gli emendamenti al dl imprese – spiega relatore Luca Carabetta (M5s) – sarà fissato dalle Commissioni Finanze e attività produttive della Camera, dopo l’ultima audizione di Sace, ma l’accordo raggiunto è per il 4 maggio. Sarà possibile che le modifiche concordate vadano nel decreto di aprile, così da essere immediatamente vigenti, senza dover attendere la conversione in legge del dl imprese”. “L’impianto del decreto rimane, non faremo stravolgimenti – sottolinea il relatore al dl imprese – anche perché il testo calza il frame che ci ha dato l’Ue. Tuttavia sicuramente interverremo con degli emendamenti sul versante delle semplificazioni. Dalle audizioni è emerso che c’è parecchia burocrazia a carico delle imprese. Stiamo lavorando sulle semplificazioni non solo con norme da introdurre con emendamenti al decreto, ma anche dialogando con l’Abi perché le banche agiscano direttamente. Altri emendamenti dovrebbero estendere la platea di chi ottiene la garanzia, e dovrebbero riguardare delle semplificazioni da parte del garante del credito, quindi i Fondo e la Sace”. “Ci sono poi – prosegue Carabetta – due grossi temi su cui stiamo lavorando: il primo è quello di un conto corrente dedicato per le garanzie Sace; il secondo è la tutela legale delle banche, per evitare che vengano chiamate a rispondere nelle cause per bancarotta”. Infine c’è il tema dei tempi di restituzione: “Confindustria ha chiesto 30 anni, ma in Germania – conclude – hanno previsto i 10 anni; ecco, su questo limite temporale si può discutere”. 

Intanto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, annuncia che Nel prossimo decreto di aprile “confermeremo molte misure” già previste nel decreto Cura Italia e stanzieremo “13 miliardi sugli ammortizzatori sociali, per ulteriori 9 settimane di copertura”. La cig sarà “utilizzabile fino a fine dicembre 2020”, ha spiegato Catalfo, parlando di “misure importanti”.  Il divieto di licenziamento, previsto dal decreto Cura Italia fino a metà maggio, “verrà prorogato”. “E’ mia intenzione prorogare” questa misura, “abbiamo un ventaglio di tutele per le imprese e per i lavoratori che consente di mantenere il lavoratore all’interno dell’impresa, accanto agli strumenti che danno liquidità”, ha affermato Catalfo. “Dobbiamo cercare di evitare l’aumento della disoccupazione o la chiusura delle attività imprenditoriali”, ha aggiunto.


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