Il Morandi crollato per corrosione tiranti pila 9

(ANSA) – GENOVA, 21 DIC – La causa scatenante del crollo del
ponte Morandi “è il fenomeno di corrosione a cui è stata
soggetta la parte superiore del tirante Sud- lato Genova della
pila 9”. Lo scrivono i periti del gip Angela Nutini nella
relazione sulle cause del disastro avvenuto il 14 agosto 2013
causando la morte di 43 persone. Il documento, di circa 500
pagine, è stato redatto nell’ambito del secondo incidente
probatorio, quello che dove stabilire le cause del crollo. La
procura aveva formulato 40 quesiti a cui i super esperti hanno
risposto. “Tale processo di corrosione – proseguono i periti – è
cominciato sin dai primi anni di vita del ponte ed è progredito
senza arrestarsi fino al momento del crollo determinando una
inaccettabile riduzione dell’area della sezione resistente dei
trefoli che costituivano l’anima dei tiranti, elementi
essenziali per la stabilità dell’opera”.
    Oltre alla corrosione, a determinare il crollo sono stati anche “i controlli e le manutenzioni che se fossero stati eseguiti
correttamente, con elevata probabilità avrebbero impedito il
verificarsi dell’evento”, scrivono i periti. “La mancanza –
proseguono – e/o l’inadeguatezza dei controlli e delle
conseguenti azioni correttive costituiscono gli anelli deboli
del sistema; se essi, laddove mancanti, fossero stati eseguiti
e, laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero
interrotto la catena causale e l’evento non si sarebbe
verificato”. (ANSA).
   


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