Il Pd non esclude più il voto: c’è un “piano” per far cadere Conte

Un piano per azzoppare il premier Giuseppe Conte e indebolirlo in vista della prossima primavera, quando eventuali elezioni anticipate o un rimpasto potrebbero definitivamente farlo uscire di scena.

Il Pd sta studiando il miglior modo per silenziare il presidente del Consiglio, sempre più maldigerito per l’eccessiva centralità con cui sta gestendo i dossier principali, Mes compreso. E proprio l’ultima mossa di Conte sul Fondo salva-Stati potrebbe contribuire a far cadere il castello di sabbia sul quale poggia il riottoso governo giallorosso. La questione è molto complessa, visto che in ballo non c’è solo la riforma del Mes, strumento osteggiato tanto dall’opposizione quanto, sorprendentemente, da una parte della maggioranza. In discussione c’è la tenuta dell’esecutivo. E i riflettori sono puntati sul mese di gennaio, quando sarà archiviato il discorso bilancio.

Conte rischia tutto

Breve riassunto delle puntate precedenti per capire cosa potrebbe succedere. Al fine di mitigare la crisi economica provocata dalla pandemia di Covid-19 i Paesi membri dell’Ue hanno bussato alla porta di Bruxelles. L’Europa ha messo sul tavolo quattro misure di sostegno a livello europeo, tra cui Recovery Fund e Meccanismo europeo di stabilità. Coloro che sceglieranno di affidarsi a quest’ultimo, riceveranno denaro da utilizzare per puntellare i rispettivi sistemi sanitari, messi sotto pressione dall’emergenza coronavirus.

Nei giorni scorsi, e dopo mesi di litigi, l’Eurogruppo hanno trovato un accordo sulla riforma del Mes. Il prossimo 9 dicembre, alla vigilia del Consiglio europeo, il premier Conte sarà chiamato a fare le sue comunicazioni in Parlamento che, a sua volta, dovrà ratificare o meno l’intesa raggiunta dai ministri delle Finanze dell’eurozona. Ed è proprio qui che il governo giallorosso potrebbe implodere.

Tra le fila del Movimento 5 Stelle è scoppiato il panico. Dopo la fumata bianca dell’Eurogruppo molti deputati grillini – da sempre ostili al Fondo salva-Stati – sono sul piede di guerra. Inutile calmare i “ribelli” pentastellati spiegando che la riforma del Mes non è legata al suo utilizzo: molti non intendono ratificare l’accordo europeo. Ebbene, se Conte dovesse uscire sconfitto in Parlamento, tradito dai suoi, la poltrona del premier potrebbe davvero capovolgersi.

Malumori nella maggioranza

A quanto pare, indipendentemente da ciò che accadrà sul Mes, il clima tra le fila della maggioranza è sempre più pesante. Secondo quanto riporta Marco Antonellis sul sito Affaritaliani.it, l’insofferenza nei confronti del premier per il suo modus operandi ha quasi raggiunto il culmine. Il Pd sta ragionando sul da farsi, anche se al Nazareno ritengono che sia pressoché impossibile garantire un cambio di passo al governo per ridurne la conflittualità. In ballo ci sono troppe questioni decisive, tra cui la gestione dei 209 miliardi provenienti da Bruxelles.

Nel Pd, semmai, si ragiona sull’andare al voto in primavera spingendo sull’alleanza con il Movimento 5 Stelle per tagliar fuori la destra. Probabilmente Conte riuscirà a bypassare l’ostacolo Mes, ma il futuro politico del premier non appare affatto roseo. Già, perché gli insofferenti stanno lavorando sui fianchi per indebolire il presidente del Consiglio, per poi farlo cadere a gennaio una volta approvato il bilancio. Arrivati a quel punto si potrà parlare di elezioni anticipate, ma anche di impasto. Con un Conte ancora più indebolito.



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