In vigore il nuovo Dpcm: confermate tutte le misure

Entra in vigore oggi il Dpcm con cui il governo Conte proroga fino al 30 settembre i divieti fissati il 10 agosto scorso, senza fissare nuove restrizione malgrado l’aumento dei contagi rispetto a un mese fa. Una scelta coerente con l’annuncio che non ci sarà alcun lockdown generale. Non ci saranno nemmeno degli allargamenti delle maglie: insomma, pari e patta.

Viene confermato l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi aperti al pubblico «e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza». Restano esentati dall’obbligo «i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti». Le mascherine consentite sono monouso o lavabili, e anche quelle di comunità, anche autoprodotte purché garantiscano nel contempo «adeguata barriera» e, al contempo, «comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso». Invariato anche il rispetto della misura del distanziamento sociale di almeno un metro tra le persone, «fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico». Entrambe le misure sono «derogabili esclusivamente con Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico». Rimane anche la raccomandazione del lavaggio corretto e frequente delle mani.

Tra le altre misure confermate, l’obbligo per chi ha una temperatura superiore a 37,5° di restare a casa, la possibilità di svolgere attività sportiva all’aperto purché nel rispetto della distanza di sicurezza, le porte chiuse per le attività sportive di interesse nazionale, l’autorizzazione di manifestazioni solo in forma statica, la possibilità di svolgere spettacoli alla presenza del pubblico purché con posti preassegnati e distanziati (salvo conviventi) e con il limite di 1000 spettatori per quelli all’aperto e di 200 al chiuso, l’apertura delle attività commerciali a patto che gli ingressi siano regolati e contingentati in modo da garantire il distanziamento tra clienti, e quella dei servizi di ristorazione purché regioni e province autonome abbiano accertato la compatibilità delle attività con l’andamento della situazione epidemiologica nel territorio.


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