Indagine per danno erariale da 275mila euro. La Lega vuole cacciare Zingaretti dal Lazio

Roma. In queste ore il gruppo consiliare della Lega, Orlando Tripodi, sta promuovendo una mozione di sfiducia contro il presidente del Lazio Nicola Zingaretti. Verrà votata la prossima settimana alla Pisana. Il tentativo di scalzare il segretario del Pd dalla guida della Regione trova origine nella vicenda che vede l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato al centro dell’inchiesta della Corte dei conti per danno erariale relativo ai 275mila euro dirottati nel 2008 dalla Fondazione Italia-Amazzonia all’Associazione Rossoverde dell’allora capogruppo dei Comunisti italiani. D’Amato appunto.

Ed è proprio attorno a lui che ruota una serie di eventi che potrebbero interessare il Partito democratico nello scenario politico successivo alle prossime elezioni regionali. Se la partita, come riportano gli ultimi sondaggi si chiudesse a favore del centrodestra si profilerebbe nella peggiore delle ipotesi un rimpasto di governo con Zingaretti in pole position per l’incarico di ministro dell’Interno. Vale a dire che il Lazio dovrà andare presto al voto. Al Nazareno infatti stanno ipotizzando le candidature alla presidenza: D’Amato, se non fosse per la macchia costituita dall’inchiesta dei magistrati contabili, sarebbe il candidato in pectore per la frangia del Pd più a sinistra. Vanterebbe meriti sulla gestione dell’emergenza Covid 19 che nel Lazio è considerata positiva, così come la capacità organizzava dimostrata nei controlli sui cittadini al rientro dalle ferie grazie all’allestimento tempestivo dei drive in.

Dall’altra parte, la fazione dem più moderata, in cui si schierano Zingaretti e il senatore Bruno Astorre, coordinatore regionale, vorrebbe lanciare la candidatura di Daniele Leodori, oggi vicepresidente della Regione e vicario del segretario Pd in tutte le azioni che riguardano espressamente il Lazio.

Quello che nella vicenda che riguarda D’Amico vicenda però appare curioso è che dal 2008 a oggi la Regione Lazio, malgrado l’indagine sull’ammanco di cassa, non si sia costituita parte civile all’epoca delprocesso per il reato di cui era accusato D’Amato, passato poi in prescrizione. Oggi, comunque, sarebbe partito il «contrordine compagni» per mettere D’Amato all’angolo e favorire Leodori. Non è esclusa però una terza ipotesi, dettata da un giudizio penale, ancora in essere contro il vicesegretario del Pd nel Lazio Enzo Foschi, l’ex consigliere Mario Perilli di Rieti e lo stesso Astorre: una vicenda non troppo differente da quella dell’assessore alla Sanità e sempre legata ai finanziamenti che fino al 2010 venivano elargiti, con estrema facilità, ad associazioni e onlus vicine ai gruppi consiliari.


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