Intelligence di Taiwan rivela: Kim Jong-un è malato

Kim Jong-un “è malato”: lo ha detto Chiu Kuo-cheng, direttore dell’intelligence di Taiwan (Nsb), in Parlamento. Sulla base delle indiscrezioni dei media internazionali, Kim potrebbe essere gravemente malato o addirittura morto e sul punto, alla richiesta di chiarimenti di un parlamentare, Chiu ha replicato che il leader nordcoreano “è malato”. All’ulteriore domanda se sia ancora vivo, ha sorriso senza rispondere, nel resoconto fatto dell’agenzia statale Cna.

Incalzato ancora, Chiu ha replicato che ci sono piani d’emergenza in caso di un vuoto di potere in Corea del Nord.

Durante l’audizione, convocata sul lavoro svolto finora dall’intelligence e sulla situazione internazionale nel mezzo della pandemia del Covid-19, Chiu è stato sollecitato più volte sulla Corea del Nord. Alla richiesta di maggiori dettagli, Chiu ha detto di avere “informazioni importanti”, ma di poterle riferire a porte chiuse dato che una discussione pubblica avrebbe compromesso la fonte. Il capo dell’intelligence ha anche rilevato che, secondo i risultati emersi dagli studi fatti dal Nsb sul Paese comunista, potrebbe esserci un breve periodo di integrazione e di lotta, indipendentemente da quanto turbolenta possa essere lo scenario politico. Sulla possibile mobilitazione militare su larga scala, Chiu ha sottolineato che la Corea del Nord è molto chiusa, con ordigni nucleari, missili e altri armamenti. Se dovesse maturare “una situazione”, non solo Taiwan ma anche la Corea del Sud e il Giappone rientrerebbero nelle aree interessate.

Nei giorni scorsi ad alimentare il giallo sulla salute del leader nordcoreano si è aggiunto anche il presidente americano Donald Trump che in risposta alla domanda di un reporter ha detto di non poter “dire esattamente, so come sta ma non posso parlarne ora“.

Nella stessa giornata, il 28 aprile, il ministro dell’Unificazione di Seul, Kim Yeon-chul, ha risposto in un’audizione in parlamento affermando che “il governo sa dove si trova Kim Jong-un”. Kim ha aggiunto che il supremo comandante potrebbe aver saltato la cerimonia del 15 aprile, dedicata al compleanno del nonno Kim Il-sung, fondatore dello Stato, per i timori del coronavirus e non perché malato.

Il ministro ha definito “fake news” e “infodemia” i rumor sulla sua malattia: “posso dire con sicurezza che non ci sono stati segnali insoliti” al Nord. “Può essere visto come un fenomeno di infodemia – ha aggiunto Kim nell’audizione dinanzi alla commissione Affari esteri del parlamento, nel resoconto dei media sudcoreani – Abbiamo una capacità d’intelligence che ci permette confidenzialmente di dire che non ci sono segnali inconsueti” nello Stato eremita. La sua mancata partecipazione ai solenni eventi del 15 aprile, inclusa la mancata visita al mausoleo di Kumsusan (“il Palazzo del Sole”) è in linea con gli sforzi di Pyongyang di limitare le commemorazioni contro la diffusione della pandemia.

Il 26 aprile un treno probabilmente appartenente al leader nordcoreano Kim Jong Un è stato avvistato in una località turistica nell’est del Paese, come mostrano alcune foto satellitari diffuse da un sito statunitense. Il treno, secondo quanto dichiarato dal sito Web 38North in un rapporto, è stato visto in una stazione riservata alla famiglia Kim a Wonsan il 21 e il 23 aprile. Il sito precisa che l’avvistamento “non prova dove si trovi il leader nordcoreano né indica nulla sulla sua salute”, “ma dà peso ai rapporti secondo cui Kim si troverebbe in un resort di lusso sulla costa orientale del Paese”.

Kim è non stato visto l’ultima volta in pubblico dal 12 aprile e assente alle celebrazioni del 15 aprile per il compleanno di suo nonno Kim Il Sung, il fondatore del regime, il giorno più importante del calendario politico nordcoreano. Quotidiano NK, un sito gestito principalmente da disertori della Corea del Nord, ha riferito nei giorni scorsi che Kim avrebbe subito un intervento cardiovascolare all’inizio di aprile e che stava trascorrendo la convalescenza in una villa nella provincia del Nord Pyongan. Giovedì scorso, citando un funzionario governativo non identificato, l’emittente sudcoreana SBS ha riferito che Kim sembrava essere a Wonsan da almeno quattro giorni e sarebbe presto tornato a farsi vedere. A soli 36 anni, il leader soffrirebbe di patologie legate al fumo, al peso e all’affaticamento.

Il 25 aprile la Cina ha inviato in Corea del Nord una delegazione guidata da un funzionario senior dell’International Liaison Department del Partito comunista, la struttura che vanta i legami più stretti con lo storico alleato, e comprensiva di esperti medici, nel mezzo delle indiscrezioni contraddittorie sullo stato di salute del leader Kim Jong-un. Lo ha riportato l’agenzia Reuters che, sul suo sito, ricostruisce quanto appreso da diverse fonti: il team sarebbe partito giovedì in una missione il cui significato non è chiaro se da sia da collegare ai presunti problemi del leader supremo.

Il Daily NK, sito web di Seul ben informato sulle vicende di Pyongyang, aveva riportato martedì che il 12 aprile, Kim sarebbe stato sottoposto a intervento chirurgico cardiovascolare a causa dei problemi di salute cronici e che sarebbe in fase di recupero in una villa sul monte Kumgang. Subito dopo la Cnn aveva riferito che l’intelligence Usa aveva acceso un faro con Kim indicato “in grave pericolo”.

Il 21 aprile dagli Stati Uniti sono arrivate alcune informazioni di intelligence secondo cui il leader nordcoreano Kim Jong-un sarebbe in grave pericolo dopo un intervento chirurgico. Lo hanno riportato alcune fonti dell’amministrazione Usa, citate dai media americani.


Fonte originale: Leggi ora la fonte