Israele, dalla Corte suprema via libera a Netanyahu premier

Il premier di Israele Benjamin Netanyahu dovrebbe aver superato l’ultimo ostacolo alla formazione del suo nuovo governo con l’alleato Benny Gantz di “Blu e Bianco”. La Corte suprema israeliana di fatto ha convalidato l’accordo di governo tra il Likud e Blue e Bianco, e ha respinto all’unanimità le petizioni che chiedevano di impedire a Netanyahu di ricevere un nuovo incarico da premier visto che è in stato d’accusa per corruzione (presto dovrebbe essere processato).

A questo punto il nuovo governo potrebbe giurare il 13 maggio, chiudendo la fase di crisi politica più lunga della storia di Israele.


I punti su cui la Corte suprema era stata chiamata a decidere erano due: innanzitutto la possibilità per Benjamin Netanyahu di presiedere il nuovo governo adesso che è in attesa di processo. La Corte ha verificato che secondo la legge la condizione per ricevere l’incarico di formare un governo è quella di essere membro della Knesset. E Netanyahu lo è: soltanto in caso di condanna il premier dovrà passare la mano.

Il secondo punto su cui i giudici supremi si sono espressi è quello della legge che il Likud e Blu e Bianco hanno varato per definire il loro accordo. Anche su questo è arrivato il via libera. Chi aveva presentato ricorso alla Corte aveva obiettato che gli accordi fra Likud e Blu e Bianco di fatto diventavano uno scudo per permettere a Netanyahu di aggirare il processo e nuove possibili imputazioni. I giudici hanno fatto notare che l’accordo fra i due ex rivali è “inusuale” nella storia politica israeliana, ma hanno poi aggiunto che “non c’è materia per intervenire in alcuna delle clausole”.

Con un comunicato congiunto di Likud e Blu e Bianco i due partiti hanno annunciato che la cerimonia per l’insediamento del nuovo governo si terrà il 13 maggio.



Fonte originale: Leggi ora la fonte