Jabil, la multinazionale Usa che licenzia al tempo del Covid. Sciopero ad oltranza in Campania

ROMA – “Questa è la multinazionale, bellezza. E tu non ci puoi fare niente”. Verrebbe da parafrasare Humphrey Bogart se non fosse che quando in ballo c’è il lavoro, la dignità delle persone, non è proprio il caso di ironizzare. A Marcianise, una manciata di chilometri da Caserta, succede che Jabil, gruppo statunitense dell’elettronica, licenzi 190 operai mentre l’Italia ancora fa i conti con l’epocale emergenza sanitaria del coronavirus e con i suoi effetti economici. E lo fa apparentemente in barba al Decreto Rilancio che ha prorogato fino a metà agosto la moratoria sui “licenziamenti per giustificato motivo oggettivo” prevista dal Decreto di marzo. “Mettere in mezzo alla strada tutti quei lavoratori durante una pandemia è decisione intollerabile e illegale. Un atteggiamento irresponsabile da parte della società americana”, tuona Rocco Palombella che è il leader dei metalmeccanici della Uil, mentre davanti ai cancelli si forma un presidio spontaneo e Fim, Fiom, Uilm proclamano lo sciopero a oltranza. “A questo atto scellerato ci deve essere una pronta risposta del governo, altrimenti si crea un precedente pericolosissimo” aggiunge Michele Paliani, coordinatore nazionale sempre della Uilm.
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