Keita vince la sua battaglia: dopo tanti no, trova un tetto a 90 lavoratori stagionali senegalesi

“Mi sono offerto volontario per aiutarli, visto che non avevano proprio nulla e dormivano sui cartoni. Non sono qui per combattere una guerra morale, sociale, di razza o colore. Ho inviato il denaro necessario affinché abbiamo un tetto sotto cui dormire, da mangiare e vestiti puliti”. L’ex attaccante della Lazio Keita Balde, nato in Catalogna ma di origini senegalesi (infatti gioca nella nazionale del paese africano), annuncia su Instagram di aver vinto la sua personale battaglia contro razzismo e pregiudizi, e di aver trovato un tetto ai braccianti senegalesi ai quali a Lerida, in Spagna, era stato detto di no da vari alberghi che non avevano voluto ospitarli nonostante l’ex biancoceleste si fosse offerto di pagare tutte le spese.

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