La Nuova Zelanda e la guerra al virus: “Abbiamo vinto”

LONDRA – “Abbiamo vinto, per ora. E da martedì riapriremo parzialmente il Paese. Ma ora non dobbiamo mollare”, ha annunciato la premier Jacinda Ardern. “La trasmissione del virus è stata eliminata”, ha aggiunto il direttore generale della Sanità pubblica del Paese, Ashley Bloomfield. La Nuova Zelanda è di certo uno dei Paesi più virtuosi nella “guerra” al coronavirus. E i risultati, almeno per ora, si vedono. Le dichiarazioni della premier e delle autorità “kiwi” riflettono gli ultimi dati sulla pandemia, molto positivi sull’isola: una manciata di nuovi casi negli ultimi giorni, addirittura soltanto uno ieri. 
 
Insomma, al “momento” – ha sottolineato la 39enne premier – la situazione è sotto controllo. Perché grazie a un lockdown immediato e test tampone a tappeto, quei pochi casi che potrebbero emergere nei prossimi giorni potranno essere tenuti sotto controllo molto più facilmente che in altri Paesi. Proprio per questo monitoraggio continuo, anche grazie a un territorio più gestibile di altri. “Abbiamo evitato il peggio”, ha continuato Ardern, “ora non c’è più una trasmissione diffusa del Covid19, come vediamo dai nostri dati”.
 

Anche per questo, proprio domani la Nuova Zelanda inizierà ad allentare il “lockdown livello 4” (il massimo nella scala delle restrizioni), imposto circa un mese fa quando erano stati registrati soltanto un morto (una signora anziana con patologie pregresse) e 102 casi nel Paese. Tra qualche ora, ristoranti, alcune scuole e negozi di vendita al dettaglio potranno riaprire in maniera limitata, se verranno garantite le misure di distanziamento sociale. Riprenderanno anche altri lavori di ufficio e manuali, sempre con le stesse avvertenze. Si stima che un milione di neozelandesi (su 4,8 milioni della popolazione totale) tornerà fisicamente al lavoro.repApprofondimento

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