La Toscana in bilico, Ceccardi tallona Giani: il gap è di un punto

Sono sei le regioni che il 20 e 21 settembre andranno al voto e, come abbondantemente scritto in queste settimane, la posta in gioco è alta. Il governo giallorosso si gioca molto del proprio futuro, dal momento che una debacle elettorale dem e pentastellata rischia di avere gravi effetti sulla tenuta dell’esecutivo, soprattutto in relazione a un exploit del centrodestra, che potrebbe strappare alla sinistra persino la Toscana.

Delle sei regioni chiamate a scegliere il nuovo governatore, quattro già virtualmente assegnate. Il leghista Luca Zaia si confermerà in Veneto con percentuali attorno al 75%, e Giovanni Toti – leader e fondatore di Cambiamo! – resterà il presidente della Liguria per il centrodestra. Alla coalizione Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia anche le Marche, dove Francesco Acquaroli – almeno stando all’ultimo sondaggio dell’Istituto Noto – è davanti di dieci punti sul dem Mangialardi. In Campania, invece, Vincenzo De Luca viene registrato saldamente avanti rispetto a Stefano Caldoro.

La partita più importante, come noto, è quella che si gioca in Toscana. Regione “rossa” per eccellenza insieme all’Emilia-Romagna, la Toscana potrebbe vivere una svolta storica. Dopo settant’anni di governo di sinistra, la regione che si affaccia sul Tirreno potrebbe passare al centrodestra.

Di ieri un sondaggio di Winpoll-Cise realizzato per Il Sole 24 Ore che dà l’esponente del Carroccio Susanna Ceccardi (42,5%) a mezzo punto di distanza dal candidato del Pd Eugenio Giani (43%). Oggi, invece, arriva il sondaggio dell’Ipsos di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. Anche secondo questa analisi elettorale il gap è molto ridotto: tra la leghista e l’uomo del piddì, infatti, balla l’1,1%. La stima dei consensi ai candidati vede Giani al 42,6% e Ceccardi al 41,5%; nelle intenzioni di voto ai partiti, però, il centrodestra supera il centrosinistra, 42,9% a 40,2%.

Il primo partito in Toscana è il Pd, con il 29,5%, inseguito dalla Lega al 22,9%. Dunque Fratelli d’Italia al 14,1%, mentre il Movimento 5 Stelle non andrebbe oltre al 9,1%: la candidata grillina Irene Galletti, infatti, viene registrata al 9% tondo-tondo. Dunque, Forza Italia al 4,9% e Italai Viva (insieme a +Europa) al 48%.

Interessante, infine, anche l’analisi dell’Ipsos per il Corsera sulla tornata in terra ligure: Giovanni Toti (stra)vincerebbe la partita contro Ferruccio Sansa – il candidato unico dei giallorossi – con il 57,4% dei voti; il suo sfidante si fermerebbe a un deludente 34,8%.

In Liguria è la Lega la prima formazione politica, con il 21,1% dei favori. Alle sue spalle, sfiora il 20% la lista Cambiamo! di Toti, che si porterebbe a casa il 19,8%. Dunque, al 16% il Pd e al 9,7% il M5s. FdI, invece, si attesta al 9,4%, mentre Forza Italia al 6,3%.


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