“Le persone sono impaurite…”. Dentro la trincea dei farmacisti

Sempre in prima linea nella lotta contro il Covid19 i farmacisti non arrestano la propria lotta contro il virus al fianco dei cittadini

“C’è un ansia giornaliera. Non ti nascondo che quando ti alzi la mattina ti batte forte il cuore e cominci la giornata con una forte tensione”.

Cammina veloce Giuseppe Longo nella sua farmacia all’Esquilino a Roma. Su e giù. Senza mai fermarsi. Dalla cassa alla porta. Dalle 7 del mattino fino a chiusura. Le 8 di sera.

Dall’ingresso della sua attività non entra più nessuno. Le transenne segnano il punto in cui inizia la fila sotto i portici sulla strada. “Le persone da fuori ci chiedono i medicinali e noi entriamo in farmacia, prepariamo quello che serve e glielo portiamo. È molto più efficace nella distanza per garantire l’incolumità dei clienti e la nostra”, ci racconta Giuseppe con indosso la sua mascherina che non toglie mai e stringe il volto per dieci ore consecutive fino a lasciare il segno. Da settimane ormai, nella sua farmacia si lavora a turni di 5. Con due dipendenti di riserva. “Se disgraziatamente qualcuno di noi deve andare in quarantena a o si ammala la serranda va giù” spiega il farmacista romano. E questo loro non lo vogliono. Perché, nonostante la paura, il timore del contagio che di tanto in tanto paralizza i movimenti, fa tremare la voce, quello che conta per loro è ancora riuscire ad aiutare i cittadini. Ora più che mai, impauriti. Confusi.

Nel tempo che passiamo insieme a Giuseppe il telefono squilla a ripetizione. É come un sottofondo continuo che accompagna ogni loro movimento. Scandisce il tempo della coreografia inquietante che va in scena tra le mura della farmacia deserta. “Riceviamo centinaia di telefonate ogni giorno”, ci spiega la farmacista che si occupa degli ordini telefonici. Sì, perché per far fronte all’emergenza del Coronavirus i dottori si sono attrezzati per mettere a disposizione dei cittadini il servizio di consegna a domicilio. “I clienti chiamano, fanno la lista dei propri medicinali e noi ci occupiamo di farli arrivare direttamente a casa loro in tempi brevissimi”, continua la farmacista. Dall’inizio dell’emergenza la farmacia Longo ha distribuito 8mila mascherine gratuite ai clienti. Adesso però, le scorte sono terminate e nonostante il cartello affisso al vetro dell’ingresso non lasci dubbi i cittadini continuano a chiedere: “Quando arrivano le mascherine? Avevate detto che erano rientrate… torno domani?”

Dietro le strade vuote, i parchi chiusi, le attività commerciali con le serrande abbassate c’è chi ancora con passione manda avanti l’ingranaggio di un’Italia che non si ferma. Lotta e si affanna. Rischia. Cerca di resistere. Sono i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, le cassiere dei supermercati, i farmacisti. “Le persone sono impaurite. Non sanno cosa fare. Non sanno a chi chiedere spiegazioni. Ora che persino la visita dal medico è diventata complicata il nostro diventa un lavoro anche di supporto psicologico. Siamo confidenti, consiglieri rassicuranti quando possibile”, ci racconta Giuseppe. Che ogni giorno percepisce da vicino la disperazione, il panico nella voce di chi decide di chiamare loro per chiedere aiuto.