L’Iran sfida Trump e manda cinque petroliere in Venezuela

NEW YORK – La prima delle cinque navi petroliere iraniane è approdata in Venezuela, altre quattro sono in arrivo nell’Atlantico: è l’ultima sfida del regime degli ayatollah contro l’embargo di Donald Trump. Una provocazione a cui gli Stati Uniti per adesso decidono di non reagire; in parte perché si presenta come una sorta di “missione umanitaria”, in soccorso ad una popolazione del Venezuela che subisce il duplice shock del coronavirus e della grave crisi economica pre-esistente. Può sembrare strano che il Venezuela debba importare petrolio – il Paese ha le riserve petrolifere (stimate) più vaste del mondo – ma in realtà le navi iraniane trasportano benzina già raffinata. Il disastro economico della gestione Maduro ha devastato l’industria della raffinazione e la benzina scarseggia.

Così si consolida l’alleanza tra due “Stati-paria”, ambedue nel mirino delle sanzioni americane. Per ora Trump non ha dato alcun ordine alla US Navy di intercettare le petroliere, anche se i mari dei Caraibi concentrano il massimo dispositivo della marina militare americana (impegnato per lo più nella lotta al narcotraffico). Il Pentagono sembra voler minimizzare la sfida. Il National Security Council monitorizza la situazione ed ha già espresso una condanna. Preoccupa il fatto che l’Iran estenda la sua influenza nell’emisfero delle Americhe, nel “cortile di casa” degli Usa.


La prima delle cinque petroliere iraniane è arrivata trasportando oltre un milione di barili di carburante. Non appena entrata nelle acque territoriali del Venezuela è stata presa sotto scorta dalla marina e dall’aviazione militare di Maduro. Sia il governo di Caracas che quello di Teheran avevano formalmente diffidato gli Stati Uniti dall’impedire la fornitura del carburante. Il presidente iraniano Hassan Rouhani aveva minacciato ritorsioni se le petroliere fossero state intercettate. “Le navi della nostra sorella, Repubblica Islamica d’Iran, sono nella nostra zona economica esclusiva”, ha twittato il ministro venezuelano del petrolio Tarek El Aissami (di origini libanesi) dopo l’arrivo della prima petroliera, che si chiama Fortuna. Le altre quattro si chiamano Forest, Petunia, Faxon e Clavel. Hanno attraversato il Canale di Suez all’inizio di maggio.repApprofondimento

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