Ma un altro cinema è possibile?

Scene da una quarantena. Quella vissuta da attori, registi, sceneggiatori e produttori che, come tutta l’Italia, si sono fermati per l’emergenza coronavirus e ora si preparano a tornare sul set, in un mondo e in un modo completamente diverso. Cosa racconteranno i film nati e girati dopo il lockdown? A quale pubblico si rivolgeranno? Quali regole dovrà rispettare chi lavora nella fabbrica dei sogni? E come dovrà comportarsi chi va al cinema? Sono queste le domande al centro dell’inchiesta in copertina sul Venerdì in edicola domani, in cui Angelo Carotenuto interroga nomi noti, davanti e dietro la macchina da presa, da Alessandro Gassman ad Anna Foglietta ed Edoardo Leo, da Andrea Occhipinti a Carlo Degli Esposti, sui dettagli di una ripresa necessaria ma complessa «soprattutto per gli attori», come sottolinea Gassmann: «Dovremo far finta che sia tutto come prima. In un mondo pre-Covid ci siamo inseguiti, picchiati, abbracciati. C’è bisogno di continuare a farlo. L’attore è l’unico, insieme al calciatore, a dover lavorare senza mascherine. Per continuare a essere credibili, avremo bisogno di sentirci al sicuro». Anche sul palcoscenico. Se infatti durante il lockdown, rassegne e spettacoli in streaming hanno proliferato, adesso c’è bisogno di tornare alla «scena, un rito fatto di sguardi e sudore», come spiega il regista e drammaturgo Federico Tiezzi a Paola Zanuttini, e come sottolineano anche i musicisti e i direttori d’orchestra interpellati da Leonetta Bentivoglio negli altri servizi della storia di copertina.

Sempre sul Venerdì in edicola domani: interviste al presidente della Disney Bob Iger e a Paul Giamatti, protagonista della fortunata serie Billions; la fantascienza vintage del film The Vast of Night e il nuovo album dei Magnetic Fields.
 




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