Mafiosi scarcerati, la funzionaria che ha firmato di routine finisce sul banco degli imputati

ROMA –  È stata per anni la “faccia” del Dap, il Dipartimento delle carceri. Quella che tutti i giornalisti chiamavano, e da cui ricevevano la dritta per trovare la persona giusta per parlare di patrie galere. Accento napoletano inconfondibile, e per Napoli una passione. La faccia è quella di Assunta “Susi” Borzacchiello.

Tuttora responsabile del cerimoniale del Dap. Non più dei rapporti con la stampa perché accentrati in via Arenula da quando è arrivato Alfonso Bonafede. Ma lei, Susi, ha passato un guaio. Perché all’inizio di quest’anno, quando preparavano i turni per avere sempre un direttore responsabile per firmare una circolare urgente, le è capitata “la disgrazia” di ritrovarsi piazzata per il 21 marzo. Non solo c’era il Covid in agguato, ma pure la circolare che sarebbe all’origine delle scarcerazioni di quasi 500 mafiosi. Piano piano stanno rientrando in cella, ma dalle celle sono usciti da quel 21 marzo in avanti, e questo è il guaio di cui ha cominciato a occuparsi anche la commissione parlamentare Antimafia presieduta dal grillino Nicola Morra. 

repApprofondimento

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