Marche, sinistra “terrorizzata”. Il centrodestra può “sbancare”

L’esito delle elezioni nelle Marche stavolta non sarà più una formalità. Dopo 70 anni di dominio incontrastato dei partiti di centrosinistra, il centrodestra potrebbe espugnare la Regione Adriatica.

Il governatore uscente, il democratico Luca Ceriscioli, che cinque anni fa vinse col 41%, non si ripresenta. Il centrosinistra ha deciso di puntare sull’attuale sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi che è riuscito creare attorno a sé una coalizione molto larga che comprende il Pd, Italia Viva-PSI-DemoS-Civici Marche, Rinasci Marche, Le Nostre Marche & il Centro, Lista Mangialardi Presidente, Marche Coraggiose. Alla sua sinistra si presentano gli outsider Fabio Pasquinelli per il Partito Comunista e Roberto Mancini, candidato della lista ‘Dipende da Noi’.

I dem, preoccupati per i sondaggi non proprio entusiasmanti, hanno cercato, invano, fino all’ultimo istante un’intesa col Movimento Cinque Stelle. Persino Luigi Di Maio e Vito Crimi, secondo quanto rivelato da ilGiornale.it, si sarebbero prodigati per trovare un accordo su un candidato ‘terzo’ su cui potessero convergere sia il Pd sia il M5S. I grillini marchigiani, però, sono stati irremovibili e hanno confermato Gian Mario Mercorelli, consigliere comunale di Tolentino, come candidato presidente in quanto vincitore delle ‘Regionarie’ pentastellate.

Il deputato meloniano Francesco Acquaroli, ex sindaco di Potenza Picena che già cinque anni fa si era candidato presidente di coalizione sovranista, si ripresenta sostenuto stavolta da tutto il centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Noi con l’Italia, Pri, Movimento per le Marche e Civici con Acquaroli. Gli ultimi due candidati sono: Sabrina Banzato per Vox Italia, il movimento fondato dal filosofo sovranista Diego Fusaro e Alessandra Contigiani per la lista ‘Riconquistare l’Italia’.

I risultati del 2015 e i sondaggi più recenti

Nel 2015 il centrodestra si presentò diviso e, alla fine, vinse il candidato del Pd, Ceriscioli col 41,7%. Aquaroli, alla guida di una coalizione Lega-FdI si fermò al 19%, subito dietro il grillino Giovanni Maggi che prese il 21,8%. Al quarto posto col 14% arrivò l’ex governatore Gian Mario Spacca, candidato del movimento Marche 2020 e sostenuto anche da Forza Italia. Stavolta, invece, i sondaggi parlano chiaro: sarà una sfida tra Aquaroli e Mangialardi col primo avanti di 7 punti sul primo.

Secondo gli ultimi sondaggi sarebbe avanti l’esponente di Fratelli d’Italia. Secondo Tecnè, infatti, il candidato del centrodestra è attestato al 43,5%-47,5%, mentre quello del Pd è dato al 36-40%. Molto più distante il grillino Mercorelli, fermo al 12,5%-16,5%. Per Winpoll, invece, Aquaroli sarebbe al 51,8% contro il 36,1% di Mangialardi e l’8,9% del candidato pentastellato. Non molto dissimile è il risultato della rilevazione effettuata da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera che attesta il consenso per Aquaroli al 49%, mentre attribuisce il 35,8% al sindaco di Senigallia e il 10% al grillino Mercorelli.


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