Mascherine autodisinfettanti e occhiali termoscanner: è il nuovo made in China

Visto che ormai viviamo con le mascherine, sentite questa: sta per arrivare sul mercato “Aeri”, una mascherina trasparente, così puoi mostrare il volto, con un sistema di raggi ultravioletti in grado di disinfettarne l’interno ogni dieci minuti se la si collega ad una prese di corrente con un cavo USB. Non si conosce ancora il prezzo ma l’aspetto interessante è un altro: la mascherina è prodotta da una delle tante startup cinesi che hanno approfittato dell’emergenza coronavirus per cambiare completamente business e mettersi a produrre i beni e i servizi che servono al mondo adesso. 

Il primo esempio risale addirittura all’8 febbraio: in Europa il lockdown non era ancora nemmeno nel campo delle cose possibili, e già una azienda di Shenzen specializzata in batterie di autoveicoli elettrici, riconvertiva una linea produttiva per diventare “la più grande fabbrica del mondo di mascherine” e di gel disinfettante (sul sito ufficiale parlano di una capacità produttiva di 5 milioni di pezzi al giorno). 
A metà aprile un’altra startup basata a Hangzhou e specializzata in intelligenza artificiale, ha presentato degli occhiali con dei sensori a raggi infrarossi in grado di misurare al volo la temperatura di 200 persone in due minuti nel raggio di tre metri: pare che possano essere utili nei posti di lavoro. Mentre in centinaia di supermercati cinesi, per misurare le temperatura dei clienti, è stata adottata la soluzione della startup di Pechino Megvii, di fatto un tablet gestito da un algoritmo di intelligenza artificiale. 

Per le startup questo modo di procedere non è affatto nuovo ed anzi ha un nome preciso: si chiama “pivoting”, ed essenzialmente consiste nel fare quello che fa il pivot nel basket, quando prende la palla e si gira su sé stesso per fare canestro. Di fatto una startup quando si rende conto che il mercato è cambiato, se può fa pivot, e si mette a produrre altro.
Il risultato è paradossale e istruttivo al tempo stesso: dalla Cina prima è arrivato il virus del Covid-19 e ora arrivano i prodotti per contenerlo. 

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