Maturità, il pasticcio dei privatisti: esame a settembre ma ancora nessuna certezza

Fra dieci giorni parte la maturità, ma non per tutti. Per la prima volta in assoluto, i privatisti non sanno ancora quando sosterranno gli esami. L’unica cosa certa, stando alle anticipazioni ministeriali è che si siederanno davanti alla commissione a settembre, ma ancora non sanno in quale data. In attesa, restano quasi 17mila e 500 aspiranti al diploma che si affidano a una preparazione fai da te: non hanno seguito, spesso per ragioni lavorative, neppure un giorno di lezione né in presenza né a distanza.

La novità è contenuta nell’ordinanza sugli esami di Stato che prende le mosse dal decreto-legge, convertito in legge ieri mattina dopo una lunga maratona parlamentare, “sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato” ai tempi del Covid-19.

La misura, lo scorso aprile, è stata giustificata dall’emergenza Coronavirus che ha stravolto l’anno scolastico che si conclude in questi giorni. “I candidati esterni – recita il decreto-scuola – svolgono in presenza gli esami preliminari al termine dell’emergenza epidemiologica e sostengono l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo nel corso della sessione straordinaria” dedicata agli studenti che hanno presentato certificato medico o che sono stati impediti per altri gravi motivi. Per coloro che non sono in possesso dell’idoneità o della promozione all’ultimo anno, è previsto infatti un esame preliminare che sostituisce l’ammissione. L’ordinanza della ministra Lucia Azzolina prevede che questo esame venga organizzato dalle scuole a partire dal 10 luglio prossimo.

Mentre gli esami veri e propri si svolgeranno, presumibilmente, in una sessione straordinaria prevista a settembre. Sarà un’ordinanza ad hoc a dare disposizioni in merito. Nel frattempo, spiegano dal ministero dell’Istruzione, i cosiddetti privatisti “in attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle università, istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma”. Potranno inoltre “partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado”. E potrebbe anche accadere che l’esito sia positivo in questi ultimi casi e negativo alla maturità.

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