Mediaset: Corte Ue ‘annulla’ Tusmar, Vivendi esulta

Una sentenza ‘storica’, dalle tante letture e conseguenze. La Corte di Giustizia europea ha infatti accolto le tesi di Vivendi sul Tusmar della legge Gasparri, la norma sulla quale l’Agcom ha intimato ai francesi di scegliere tra la partecipazione rilevante in Tim o in Mediaset. Anche se i tempi di applicazione concreta delle decisione sono tutti da definire, la Corte è intervenuta in modo netto, rompendo il principio di impossibilità di controlli incrociati tra gruppi delle telecomunicazioni e operatori televisivi. Tanto che il Biscione ha fatto subito sapere che, in questo caso, può guardare a un investimento sulla rete unica.
    Alla Corte Ue si era rivolto il Tar del Lazio dopo il ricorso di Vivendi, che contestava la decisione Agcom, e ora lo stesso Tribunale amministrativo dovrà decidere come accogliere la sentenza europea. Una decisione che potrà essere ovviamente oggetto di altri ricorsi, di possibili nuovi interventi dell’Agcom o il riferimento di un intervento delle Camere per varare una nuova normativa del settore.
    Ovviamente molto soddisfatta Vivendi, che incassa un round importante nel suo braccio di ferro con il Biscione. “Mediaset e Berlusconi sono stati vittime del proprio piano o sono stati colti in fallo in un contesto che loro stessi hanno creato nel tentativo di andare contro la legge”, afferma un portavoce dei francesi, secondo il quale il Biscione “ha cercato e non è riuscito ad aggirare i principi fondamentali della democrazia azionaria” quando ha impedito alla fiduciaria nella quale Vivendi ha ‘congelato’ il 20% del capitale Mediaset di votare in assemblea.
    Secondo Giuseppe Scassellati Sforzolini, a capo del team dei legali di Vivendi, il Testo unico decadrebbe nella parte che impediva il collegamento tra operatori Tlc e generatori di contenuti media. “E’ il famoso comma 11 dell’articolo 43 che la Corte ha chiaramente detto contrario al diritto dell’Unione, che ora viene ‘cancellato’ di fatto dall’ordinamento italiano, senza necessità di attendere la sentenza del Tar, che comunque si dovrà pronunciare, a meno che l’Agcom ritiri, come dovrebbe, i suoi provvedimenti precedenti”, spiega Scassellati.
    Secondo i legali di Mediaset, invece, la decisione dell’Agcom si è basata su molti aspetti contenuti nella sentenza europea e non è quindi in discussione, con la società che guarda già avanti.
    “Se, al contrario di quanto prevede oggi la legge italiana, si aprissero possibilità di convergenza tra i leader delle tlc e dell’editoria televisiva – afferma in un comunicato il Biscione – Mediaset che in tutti questi anni è stata vincolata e penalizzata dal divieto valuterà con il massimo interesse ogni nuova opportunità in materia di business tlc già a partire dai recenti sviluppi di sistema sulla rete unica nazionale in fibra”.
    Il primo risultato della sentenza è comunque stato un rialzo dei titoli del Biscione in Borsa soprattutto per un ritorno di attenzione, in quanto in linea del tutto teorica Vivendi potrebbe provare a crescere nell’azionariato: Mediaset ha chiuso in rialzo del 5% a 1,58 euro, Mediaset Espana di quasi l’8% a quota 2,9. (ANSA).
   


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