Milan, Maldini: “Si deve provare a finire il campionato, per lo scudetto dico Lazio”

MILANO –  “Si deve provare a finire il campionato di calcio, perché il calcio è un’azienda che ha un indotto di quasi cinque miliardi, ha un’importanza non solo economica ma anche sociale”. Paolo Maldini immagina una ripartenza imminente per il calcio italiano. Il direttore tecnico del Milan, intervistato da Fabio Fazio su Rai 2, è convinto che il movimento debba rimettersi in moto: “C’è la necessità di provarci, pensando anche agli altri sport che spesso sono sostenuti dagli introiti del calcio stesso. Dobbiamo mettere in sicurezza i calciatori e coloro che operano affinché le partite si svolgano”. Non sarà, secondo Maldini, una cosa facile: “Molte cose non vengono considerate, per esempio la salute mentale dei giocatori quando si parla di ritiro. Dopo aver fatto 60 giorni di lockdown, mandare gruppi di 25-30 persone in ritiro per altri due mesi non sta né in cielo, né in terra e provocherà altri infortuni. Ho partecipato alle ultime riunioni della Lega: c’è un’idea generale ben chiara, una coesione di intenti per ripartire. Questa idea va però trasferita alla Figc che la trasferisce al Governo: se questo fosse un unico tavolo composto dalla tre componenti sarebbe più facile arrivare a una soluzione che potrebbe portare alla ripartenza della Serie A”.“Ora sto bene”Maldini racconta la propria esperienza con il coronavirus: “L’ho avuto io, i miei due figli e mia moglie. Per 20 giorni è stata dura, poi ho avuto bisogno di altri 15 giorni per recuperare le forze. Quando sono stato contagiato io, se ne sapeva ancora poco. Poi ho capito che strada stesse prendendo il virus nel mio corpo. Daniel ha avuto una risposta diversa rispetto a me e mia moglie”. Il dirigente si sente ancora parte integrante del progetto milanista: “La storia della mia famiglia col Milan è talmente lunga che difficilmente avrà una fine”. Infine, una battuta anche sulla corsa scudetto: “Per la legge dei grandi numeri direi Lazio: la Juve ha fatto man bassa negli ultimi otto anni, prima o poi arriverà il momento”.


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