Natale disciplinato Italiani da 10 e lode

No, questa volta il governo non potrà dire – con il ditino alzato – che gli italiani sono stati indisciplinati. Non potrà scaricare solo ed unicamente sui cittadini la responsabilità di una eventuale ondata post natalizia di Covid, come è avvenuto dopo le famigerate vacanze estive. Quelle delle discoteche, degli aperitivi e degli assembramenti, per intenderci. Quelle che, come una clava, ci sono state sbattute in testa per tutto l’autunno, mentre i grafici dei contagi, dei ricoveri e delle vittime continuavano a crescere.

I dati del Viminale parlano chiaro: gli italiani si sono comportati bene. Praticamente da svizzeri. Anzi, alla luce di quello che è accaduto nella Confederazione elvetica negli ultimi tempi, pure meglio. Dovremmo iniziare a dire, spazzando via ogni luogo comune, che gli italiani si sono comportati da italiani: cioè rispettando le regole (seppur in alcuni casi al limite dell’assurdo), imposte loro dal governo.

Su 55.486 controlli effettuati il 25 dicembre sono scattate 823 sanzioni e 7 denunce. L’1,47 per cento del totale. Praticamente niente, al netto di una legislazione talmente intricata e bizantina che sarebbe servito un comitato tecnico-giuridico per ogni cittadino per poter capire cosa si poteva o non si poteva fare. Nel dubbio, gli italiani, se ne sono stati a casa loro.

Ancora più ligi – in proporzione – i commercianti: su 8.794 attività controllate sono scattate solo 31 sanzioni e 9 chiusure. La percentuale di chi ha fatto il furbo, in questo caso, si assottiglia fino allo zero virgola e se aggiungiamo anche i controlli del giorno della Vigilia i numeri scendono ulteriormente. Meglio ancora il 24 dicembre: su 81.855 controlli sono state firmate 826 sanzioni: l’1 per cento.

Dopo le bacchettate ricevute per le code fuori dai negozi nei giorni dello shopping natalizio (code assolutamente prevedibili: se metti le regioni in zona gialla, apri gli esercizi commerciali e dai pure il cashback è ovvio che la gente vada a fare spese), questa volta il premier e i ministri non possono fare le maestrine indispettite. Fine del mito negativo dell’italiano che cerca sempre di dribblare le leggi per fare quello che gli pare? È ancora presto per dirlo, ma i dati del ministero dell’Interno parlano chiaro: le migliaia di agenti disseminati per lo Stivale, i posti di blocco, gli steward anti assembramenti e i droni, hanno fotografato un Paese disciplinato e che non ha più voglia – dopo più di nove mesi di pandemia e oltre settantamila vittime – di inventarsi scuse o sotterfugi.

Gli italiani – almeno in pubblico, nelle loro private abitazioni per fortuna nessuno ha messo il naso – hanno fatto la loro parte, ma ora tocca al governo e la distribuzione dei vaccini è il vero banco di prova sul quale l’esecutivo rischia di schiantarsi.

I cittadini, nella calza della Befana, non troveranno il carbone questa volta. Per Conte e la sua maggioranza, invece, il giudizio potrebbe essere più severo. Non solo da parte della Befana.



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