Nba: scontro su avvio 2021,Dream Team rischia Tokyo

 Neanche il tempo di festeggiare una ritrovata armonia tra gli organizzatori della Nba e i giocatori ai tempi del Coronavirus che le date su quando far partire la prossima stagione hanno creato nuove tensioni. A mettere fretta ai padroni del basket americano è l’esigenza di portare alle Olimpiadi di Tokyo il Dream team Usa e quindi anticipare l’avvio della stagione 2020-21. L’associazione giocatori si è detta “sorpresa” delle date annunciate dalla NBA per il prossimo torneo, che inizierebbe con il training camp meno di un mese dopo la fine delle Finals in quanto ogni modifica al calendario dovrebbe essere approvata anche dalla NBPA l’associazione che rappresenta i giocatori, e una off-season così ridotta potrebbe non essere apprezzata da alcuni giocatori.
    Un inizio all’1 dicembre invece che a Natale (come era stato previsto da molti nelle ultime settimane) permetterebbe ai giocatori NBA di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo e potenzialmente anche ai tornei pre-olimpici (nei quali è coinvolta anche l’Italia), ma anche di evitare la concorrenza dell’inizio della stagione NFL per quanto riguarda la fine dei playoff, il Draft e il mercato dei free agent. Rimane comunque il fatto che l’annuncio di quelle date senza prima consultarsi con la NBPA ha creato una piccola frazione tra due parti che fino a questo momento hanno collaborato — almeno pubblicamente — mostrando grande unità: nelle prossime settimane bisognerà risolvere anche questi nodi di una situazione resa inevitabilmente complicata dalla sospensione per via del coronavirus.
    Secondo quanto detto a ESPN, il direttore esecutivo dell’associazione Michele Roberts ha espresso delle preoccupazioni per la timeline delineata dalla lega Nba, che vedrebbe i training camp della stagione 2020-21 iniziare il 10 novembre, meno di un mese dopo la teorica ultima data possibile per le Finals (il 12 ottobre) e con l’inizio della regular season fissato per l’1 dicembre. “Sono rimasta sorpresa quando l’ho visto” ha detto Roberts a ESPN, parole che di certo promettono battaglia visto che la NBA dovrà con ogni probabilità contrattare quelle date con l’associazione giocatori, con cui divide al 50% i ricavi complessivi di ogni stagione. La NBA ha poi comunicato che le date del 10 novembre e dell’1 dicembre sono solo temporanee e servivano alle squadre — specialmente quelle rimaste fuori dai playoff — per organizzare i propri lavori. Segno che tra il sindacato dei giocatori ci sarà ancora molto da discutere per poter consentire al dream team Usa di andare a canestro alle Olimpiadi di Tokyo 
   


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