Nessun salvagente da Forza Italia. Berlusconi: “Restiamo all’opposizione”

Lavori in corso nei gruppi parlamentari di Forza Italia per arrivare a un voto unitario sulla riforma del Mes. «Stiamo lavorando perché, attraverso una risoluzione che tenga conto di tutte le sensibilità, ci sia un voto coerente con le indicazioni di Berlusconi». Mariastella Gelmini fa capire che sulla risoluzione Mes non ci sarà alcuno strappo. «All’interno della maggioranza ci sono molte divisioni, ma noi non vogliamo togliere le castagne dal fuoco a Conte. Credo che domani tocchi alla maggioranza dare una prova di esistenza in vita. Noi siamo all’opposizione, rimaniamo un partito fortemente europeista, ma le critiche sul Mes, sia Tajani che Berlusconi le avevano evidenziate sin dal 2019».

La previsione è che alla fine al Senato la riforma passerà con i voti della maggioranza. Forza Italia si schiererà contro perché, come dice Antonio Tajani, «noi votiamo no, no, no. Tanto più che prenderemo posizione con un documento comune del centrodestra, sia al Senato sia alla Camera». E dopo il voto, giovedì gli alleati di centrodestra si vedranno per fare il punto della situazione. Anche Andrea Cangini dopo una intervista a Qn che sembrava prefigurare un voto con la maggioranza, puntualizza: «So per esperienza che i titoli, a volte, forzano la realtà. La politica è mediazione e una mediazione è ancora possibile: se Fi, troverà il modo di conciliare il proprio europeismo con un voto contrario alla riforma del Mes, accetterò di buon grado il compromesso».

In serata è lo stesso Silvio Berlusconi (nel tondo) a ribadire la linea parlando con i Seniores di Forza Italia: il no alla riforma del Mes e il sì al Mes sanitario, sì al Recovery Fund. «Siamo e restiamo un’opposizione responsabile, che non può e non vuole risolvere i problemi e le contraddizioni della maggioranza. Non comprendo chi parla di un nostro cambiamento di linea perché non siamo disponibili a votare perché l’Italia approvi una riforma del Mes che non ci convince» spiega. «Siamo un’opposizione convintamente europeista, siamo parte del Ppe. Il Ppe non ha dato alcuna indicazione ai partiti membri sul Mes. Un accordo che penalizza l’Italia ma soprattutto penalizza lo spirito europeo nel quale crediamo. Noi diciamo no a questo Mes proprio da europeisti, in nome dell’Europa. Il Mes così com’è non è controllato dal Parlamento Europeo e neppure dalla Commissione: è un meccanismo tecnocratico svincolato da ogni controllo». Il problema, aggiunge, è stata l’incapacità dell’esecutivo di modificare il testo. «Un governo autorevole avrebbe trattato in Europa in modo da farne un vero Fondo Monetario europeo, a condizioni uguali per tutti. Queste cose lo ho chieste un anno fa, prima dello scoppio della pandemia, ma in un anno non è cambiato nulla. Perché dovrebbe cambiare la nostra posizione?». Berlusconi, invece, invoca «un accordo complessivo sull’utilizzo delle risorse del Recovery Fund che rimane indispensabile. Oggi le contraddizioni della maggioranza mettono addirittura in pericolo queste risorse vitali per il futuro del Paese».



Fonte originale: Leggi ora la fonte