Nuovi guai per Zingaretti La festa in Regione finisce con un tampone positivo

Fanno festa il giorno prima e quello dopo si ritrovano con un tampone positivo al Covid. Coinvolti pure Zingaretti & Co all’interno degli uffici della Regione Lazio. Quando? Lo scorso 31 agosto, proprio nei giorni in cui la curva dell’epidemia, tra i contagi d’importazione e quelli di ritorno, faceva segnare una nuova impennata: c’erano già 996 casi acclamati tra Roma e province. Ma poco importa.

Misure di distanziamento e divieto di assembramento addio se c’è un illustre collega da salutare. Così, il governatore Zingaretti ha radunato un po’ di persone – pochi intimi, s’intende – per una festa di commiato in onore di Salvatore Gueci, direttore regionale Centrale Acquisti che, dopo aver prestato servizio in Regione per qualche tempo, se ne è tornato al Minstero dell’Economia dove ha già bazzicato, con diversi incarichi, dal 2006 al 2012. Un dettaglio che, tra stucchini a buon mercato e un calice di prosecco, è sfuggito persino ad Alessio D’amato, l’eroico assessore alla sanità – ndagato, peraltro, dalla Guardia di Finanza per un piccolo qui pro quo sulla gestione dei fondi regionali – che combatte la pandemia. Dunque, all’indomani dell’innocua assemblea (8 giorni dopo, a dire il vero), tra gli invitati c’era già un contagiato. Di certo, non si tratta di Zingaretti che ”ha già dato” col Covid lo scorso marzo. Ma chi allora? Un consulente esterno, pare.

Fatto sta, come racconta Francesco Storace in un articolo de Il Tempo, ieri mattina, si sarebbe materializzata nelle bacheche una lettera sindacale – a firma Cida, Csa e Direr – inoltrata al capo del personale della regione, Alessandro Bacci, e per conoscenza al segretario generale Andrea Tardiola e al capo di gabinetto di Zingaretti, Albino Ruberti. I sindacalisti riferiscono di aver saputo di una ”riunione conviviale nei locali del la regione Lazio con conseguente assembramento del personale partecipante”. Ovviamente, l’amministrazione regionale – è la sostanza della denuncia dei sindacati – si è ben guardata dal far sapere alcunché su quanto accaduto. Ora, però, c’è la lettera dei sindacati e la Regione dovrebbe rispondere del fattaccio. Anche perché, secondo alcune indiscrezioni, di positivi ce ne sarebbero quattro e non più uno solo. Si starebbe sanificando, soltanto adesso, solo la sala della festosa riunione, come se nel mastodontico palazzo regionale il virus non possa salire e scendere le scale dal primo al dodicesimo piano.

L’unico a commentare la vicenda è Fabrizio Santon, ex consigliere regionale e dirigente della Lega: ”Zingaretti si atteggia ad amministratore responsabile a suon di appelli e ordinanze, ma non riesce nemmeno a tenere a bada il desiderio di baldoria dei suoi uomini nei corridoi regionali. – dice a Il Tempo – E mentre migliaia di bambini saranno costretti a rientrare a scuola consumando la merenda al banco e senza nemmeno potersi alzare, gli “amici” del governatore banchettano allegramente tutti insie me. Con l’aggravante della cappa di silenzio che evidentemente si è voluto far calare sull’accaduto, facendo con tutta probabilità moltiplicare i contagi e mettendo così a repentaglio la salute di dipendenti e personale regionale e delle loro famiglie, solo per coprire un comportamento irresponsabile e pericoloso“.

Intanto, alla Pisana – dove ha sede il consiglio regionale e non la giunta – persone esterne all’amministrazione possono entrare solo in un numero non superiore a quattro per consigliere regionale e distanziate nell’arco di varie ore. Ma per festicciole di pochi intimi, uno strappo alla regola è sempre concesso. Forse.


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