O bella Ciao! Racconti di Ragazze e Ragazzi della Resistenza

Per gentile concessione del Battello a Vapore -Piemme pubblichiamo in anteprima un estratto di ‘O bella ciao! Racconti di ragazzi e ragazze della Resistenza’ (pp 176, euro 14) di Lucia Vaccarino e Stefano Garzaro, con introduzione di Davide Morosinotto e prefazione del vicepresidente dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo. Sono otto storie vere dal Nord al Sud Italia, destinate ai ragazzi dai 10 anni,  la cui uscita è slittata dal 25 aprile al 12 maggio per la pandemia. Il racconto di cui proponiamo un brano è liberamente ispirato alle figure di Giovanna Quadreri, nomi di battaglia Libertà o Giorgio, e Imelde Campani, Noris e all’ ‘Operazione Tombola’, nome in codice che venne dato all’assalto al comando tedesco della Linea Gotica occidentale, portato a termine la notte del 27 marzo 1945 dai paracadutisti inglesi del SAS insieme ai partigiani italiani della squadra speciale Gufo Nero, e a una squadra di partigiani russi. Le staffette ebbero un ruolo fondamentale nella preparazione dell’operazione.

Ecco il brano: “‘Casa…’ sospirò Volontà. ‘Chissà quando riusciremo a tornarci anche noi’. ‘Dai che manca poco, basta che aiutiamo gli inglesi a vincere la guerra’. Le due ragazze erano partigiane, staffette, e ‘Volontà’ e ‘Noris’ erano i loro nomi di battaglia. Si erano guadagnate un posto nella squadra speciale Gufo Nero a furia di macinar chilometri su e giù per le montagne, portando messaggi segreti scritti sulle cartine di sigaretta o affidati soltanto alla loro memoria e alla loro voce. […] In quel momento, un gruppetto di inglesi uscì dalla casa colonica, a pochi passi dalle due ragazze. Fra loro c’era l’Highlander che tanto aveva suscitato, e continuava a suscitare, le curiosità di tutti gli italiani. Ma la sua curiosità in quel momento sembrava tutta rivolta alle due staffette. ‘E tu che hai da guardare?!’ lo apostrofò Noris. ‘You look really mean, girls. I’m saying that with respect. I bet you are the most dangerous ones here’ disse il soldato scozzese. ‘Che cosa dice?’ chiese Volontà. ‘Che sembrate le più pericolose qua, e che non scherza’ spiegò un soldato del SAS che aveva imparato un po’ di italiano. ‘E ha ragione!’ rispose Noris, ritrovando il sorriso. Quella notte si sarebbe combattuta una grande battaglia per la libertà. Loro avevano fatto la loro parte e avrebbero continuato a farla fino alla fine della guerra. Un passo alla volta. Un segreto svelato alla volta. Un rischio alla volta. Quella notte nella valle si sarebbe sentito il suono della cornamusa, che avrebbe guidato un’accozzaglia di persone provenienti da luoghi diversi e diventate fratelli d’arme alla ricerca della libertà. E anche per Volontà quel suono avrebbe significato essere un po’ più vicina a casa”. Copyright ¸2020 Book on a Tree Limited. (ANSA).

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