Palermo, l’ultimo padrino designato con un bacio. Smantellato il clan della Noce: 11 arresti

Un bacio sulla bocca, nella piazza principale del quartiere, è stato il segno che Salvatore Alfano era diventato il nuovo padrino della Noce, il clan del centro città che Totò Riina diceva di “avere nel cuore”. Un bacio sulla bocca dato dal boss più anziano dell’organizzazione, quel Settimo Mineo che ha presieduto la prima riunione della Cupola dopo la morte del capo dei capi, avvenuta nel 2017. Cosa nostra cambia, ma resta sempre la stessa. L’ultima indagine della polizia, che questa notte ha portato a 11 arresti, svela che i vecchi rituali continuano ad alimentare la vita quotidiana di un’organizzazione criminale che non rinuncia ai suoi affari, nonostante arresti e sequestri.

Nel dicembre di due anni fa, la procura di Palermo aveva bloccato la riorganizzazione della Cupola, che già una volta si era riunita, Alfano avrebbe dovuto partecipare agli incontri successivi. Adesso, l’inchiesta della squadra mobile diretta da Rodolfo Ruperti, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Vincenzo Amico, racconta che il clan della Noce puntava a un rigido controllo del territorio, fra estorsioni e persino la gestione delle giostre, negli ultimi tempi i boss si erano lanciati nel settore delle intermediazioni immobiliari.

Palermo, l’estorsione in diretta: “Bisogna fare un regalino al Paese”in riproduzione….


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