Per l’app Immuni è ancora attesa

App per il tracciamento dei casi, tamponi per individuare i positivi e test sierologici per ‘mappare’ la diffusione del nuovo coronavirus sul territorio nazionale. Per ripartire davvero, dopo l’ulteriore riapertura delle attività commerciali partita oggi, questi sono i tre pilastri cruciali insieme al monitoraggio dei dati dalle Regioni. Per app e test ematici, però, bisognerà ancora attendere, mentre carenze si registrano per i tamponi: questo secondo gli esperti potrebbe far aumentare il rischio, proprio nel momento in cui i dati della curva epidemiologica indicano iniziali segnali positivi relativi ai primi giorni del post lockdown dal 4 maggio ed un calo significativo dei decessi.

Per la app ‘Immuni’, ion particolare, si dovrà attendere che il documento di valutazione sull’impatto per la protezione dei dati personali, che il ministero della salute sta elaborando, arrivi nei prossimi giorni sul tavolo del Garante della privacy.

“L’auspicio per l’app – dice il ministro della Salute Roberto Speranza – è che da fine maggio posa avviarsi la sperimentazione”. Ma potrebbe non bastare: “Senza che siano ancora stati attivati la app, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi, diventano più rischiose le ulteriori riaperture al via da oggi”, avverte Pregliasco. Test, tamponi e app “rappresentano infatti la ‘linea di reazione’ all’eventuale incremento dei contagi, che segue al fondamentale monitoraggio dei 21 parametri di rischio fissati dal ministero da parte delle regioni. Se non si fa presto a renderla operativa – conclude l’esperto – il rischio aumenta”.
   


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