Provincia di Rimini. Anziani e disabili, assistenza a pagamento nel Distretto Socio Sanitario di Rimini Nord

Il territorio della Provincia di Rimini, è suddiviso in due Distretti Socio Sanitari, quello di Rimini Nord che comprendente i Comuni di: Bellaria-Igea Marina, Poggio Berni, Torriana, Rimini, Santarcangelo di Romagna, , Verucchio, Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello, alcuni di questi fusi, e quello di Rimini Sud che comprende i Comuni di : Cattolica, Coriano, Gemmano, Misano Adriatico, Mondaino, Montecolombo, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo, Morciano di Romagna, Riccione, Saludecio, San Clemente, San Giovanni in Marignano, alcuni di questi fusi tra loro.

I Distretti Socio Sanitari valutano le necessità assistenziali, formulano i piani d’intervento che esprimono il fabbisogno di assistenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale e gestiscono tali fabbisogni, attraverso apposite programmazioni, attingendo le risorse dal Fondo regionale per la non autosufficienza, istituito dall’art. 51 della LR 27/2004.
Presidente del Distretto Socio Sanitario di Rimini Nord è la Dott.ssa Gloria Lisi, Vice Sindaco del Comune di Rimini, mentre del Distretto Socio Sanitario di Rimini Sud è la Dott.ssa Renata Tosi Sindaco del Comune di Riccione.

Dal 1° Gennaio 2018, uno dei pochissimi servizi erogati a titolo gratuito come l’assistenza domiciliare per anziani e disabili non autosufficienti, è diventato a pagamento nel Distretto Socio Sanitario di Rimini Nord uniformandosi così a quanto già in essere a livello Regionale, mentre il Distretto Socio Sanitario di Rimini Sud non ha aderito.

Molti cittadini, in precarie situazioni di non autosufficienza, hanno ricevuto nel mese di Novembre, una lettera a firma della Dott.ssa Gloria Lisi, con la quale gli veniva comunicato che: “dal 1° di Gennaio 2018 se volevano usufruire del servizio, dovevano compartecipare alla spesa del medesimo, partendo da un minimo di 1,50€ all’ora sino ad un massimo di 10,00€ all’ora, e che la compartecipazione alla spesa era determinata sulla scorta del reddito ISEE, mentre per chi ha un ISEE inferiore ai 7.000,00 € all’anno nulla deve.”

Nella medesima lettera si comunica che i Comuni continueranno a farsi carico della “quasi totalità” del servizio, ma l’aggravante sta nel fatto che si è richiesto di recarsi presso i caaf per la produzione dell’ISEE, documento valido solo per un anno, poiché ogni anno dovrà essere richiesto un nuovo ISEE. Un ulteriore adempimento burocratico e di spesa.

 

Carmela Vigliaroli

cvigliaroli@giornaledelrubicone.com