Quello che serve, focus sulla sanità pubblica

ROMA – La salute è (ancora) un diritto? Ce lo siamo chiesti nelle settimane della crisi pandemica covid 19. Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana aveva iniziato ad interrogarsi sul Servizio Sanitario Nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, aveva colpito Massimo, è stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Nell’aprile 2020 Massimo Cirri, come tutti ha trascorso gli scorsi mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure. Da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio Sanitario Nazionale”, scritto da Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia. Massimo Cirri lo conduce anche attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato nord-est che prima del covid scendeva in piazza per difendere il Servizio Sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione.
    Incontrando Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani.
    Altan firma l’immagine portante del documentario. Alla ricerca delle radici profonde del SSN, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica Partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario Capitale Umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo? (ANSA).
   


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