Rep Tv Dentro l’acciaieria di Terni che è tornata a produrre: operai al lavoro tra termoscan e plexiglass di FRANCESCO GIOVANNETTI

Turni rivisti e scaglionati, termoscanner all’ingresso, dispenser di igienizzante per le mani dietro ogni angolo, gabbie in plexiglas, telefoni e tastiere dei computer avvolti in plastica monouso. Queste e altre sono le misure che hanno permesso all’acciaieria Ast di Terni di riprendere la produzione dopo due settimane di stop. Lo scorso 11 marzo infatti, con il lockdown dell’Italia disposto dal governo, lo stabilimento si era fermato. “Il problema è stato che i nostri competitor continuavano a lavorare e noi no, con il rischio concreto di perdere non solo ordini ma anche clienti”, spiega l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli. Dopo un confronto con Prefettura, autorità locali e organizzazioni sindacali, sono state introdotte le misure anticontagio, permettendo così ai circa 2400 lavoratori dell’azienda di tornare al lavoro. “Ad oggi non abbiamo avuto nessun caso di malati da Covid-19 né tra i dipendenti né tra i loro familiari. E lo stesso anche per le altre nove aziende in Italia del gruppo ThyssenKrupp”, conclude Burelli.

di Francesco Giovannetti



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