Rep Tv L’abbigliamento e la riapertura impossibile: “Sanificare vuol dire vendere capi usati” di FRANCESCO GIOVANNETTI  e CRISTINA PANTALEONI

1 maggio 2020

Impossibile. E’ la parola che più di ogni altra corre sulle bocche degli esercenti di negozi di abbigliamento di Roma viste le regole, non ancora ufficiali, a cui dovrebbero attenersi per riaprire al pubblico a partire dal 18 maggio. “Stiamo affrontando un cataclisma mondiale di cui non conosciamo le regole d’ingaggio. Dal governo non arrivano regole e informazioni chiare e tutto questo si aggiunge all’incertezza”, afferma lo stilista David Mayer Naman, fondatore dell’omonimo brand. “Ho il magazzino ancora pieno di capi primaverili che non siamo mai riusciti a spedire ai negozi. Andranno direttamente nei saldi – racconta Manuela Tacconi, amministratrice delegata della marca di abbigliamento per donne Talco -. Così avremo il 100% dei costi del periodo precedente al virus con, se andrà bene, il 30% dei ricavi”. “Il rischio è l’effetto dominio, cioè che dalla chiusura dei negozi si passi alla chiusura delle fabbriche. L’unica soluzione è che il governo ci aiuti attraverso dei finanziamenti a fondo perduto “, conclude Vittorio Sasson, rivenditore di Paul & Shark nella Capitale”.

 

Video di Francesco Giovannetti e Cristina Pantaleoni



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