RIMINI. Europa Verde sta con la UE: puntiamo sull’eolico offshore

 

Il 2021 è stato il quinto anno più caldo di sempre, da quando si registrano le temperature globali, cioè dal 1850 circa. I sette anni più caldi di sempre sono stati… gli ultimi sette anni. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono devastanti e procurano danni economici per miliardi di euro, e purtroppo non solo quelli, ma anche conseguenze drammatiche sulla vita di molte persone. La transizione ecologica, e la sua arma più potente, quella energetica, resta l’unica soluzione possibile al disastro imminente. Eppure, spesso, lo è più nelle parole che nei fatti. 

In questi giorni si parla di nuovo spesso degli impianti eolici a mare. Il professor Balzani cita Rimini come esempio in negativo. Dice Balzani che “Ogni nazione, ogni regione, ogni città deve favorire, non ostacolare la transizione energetica. Ogni città “deve fare due cose: sviluppare il più possibile la produzione di energia rinnovabile e tagliare l’uso di combustibili fossili. In Italia, in Emilia-Romagna, a Bologna si fanno queste due cose? A me sembra di no. Viene ostacolata dalle autorità locali la costruzione di parchi eolici offshore a Rimini perché rovinano il panorama.”

Anche Legambiente cita il caso di Rimini come il classico pessimo esempio di NIMBY (not in my backyard), non nel mio giardino. “Nell’Italia del sole e del vento” scrive “le rinnovabili faticano a decollare, anzi il più delle volte sono ostacolate da una burocrazia farraginosa, ma anche da blocchi da parte di amministrazioni locali e regionali, da comitati NIMBY (non nel mio giardino) e NIMTO (non nel mio mandato)”.Tutti si riempiono la bocca di transizione ecologica poi però la deve fare qualcun altro, da qualche altra parte. 

Le grandi strutture produttrici di energia rinnovabile sono necessarie e urgenti, Europa Verde lo ribadisce con forza. Non solo a Rimini, ovunque si possa. Gli oppositori a queste grandi opere, o meglio chi vuole che si facciano altrove, propongono come soluzione la produzione diffusa di energia, da piccoli impianti, soprattutto fotovoltaici. Dimostrando di non avere capito nulla della enorme fame di energia che abbiamo e di come sia impensabile soddisfarla con il solo fotovoltaico diffuso. Sono chiacchiere al vento. Il fotovoltaico su ogni edificio si deve fare! Sia chiaro. Ma non sostituirà la produzione di ingenti quantità di energia verde anche da grandi impianti.

L’eolico offshore, in Europa, ha le potenzialità per coprire gran parte se non tutti nostri consumi elettrici. L’Europa ci crede e investe tantissimo in questo, nel suo Green Deal, e Europa Verde sposa e ribadisce la sua totale aderenza a questa visione. Proprio in questi giorni, in Adriatico, davanti alle coste pugliesi, si parla di nuove prospezioni geologiche alla ricerca di idrocarburi. Idrocarburi! Nel 2022, ancora. Chi si oppone alla transizione ecologica adducendo ridicole questioni di “mio giardino” si deve prendere anche la responsabilità di queste storture, di tenerci legati mani e piedi a un’industria del fossile che dovrebbe essere già il passato e che invece si mantiene viva grazie a chi blocca e intralcia la transizione energetica.

Le energie rinnovabili e la transizione energetica cambieranno i nostri paesaggi, facciamocene una ragione. Se siamo molto bravi e molto veloci, forse ci salveranno anche dalla catastrofe imminente. Le pale eoliche offshore, chi le vedrà, quando le vedrà, saprà che sono lì per garantirci un futuro. E saranno un segno che il territorio che le accoglie non si è voltato dall’altra parte, di fronte alla sfida di garantirci un futuro.

L’Italia prevede nel PNIEC, Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, di installare 300 MW di eolico offshore al 2025 e 900 MW al 2030. La Regione Emilia-Romagna promette la neutralità climatica al 2035. Europa Verde chiede: quando cominciamo? Quando si passa dalle parole a fatti.

 

Europa Verde Provincia di Rimini