Roberto Speranza, un politico all’antica con il culto per le istituzioni

L’articolo 32 della Costituzione è il suo mantra: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Dal 5 settembre 2019, da quando ha giurato come ministro della Salute nel secondo governo Conte, Roberto Speranza si lascia guidare nella sua azione dalla Carta. E ha scelto la linea del rigore per fronteggiare la più grande emergenza sanitaria della storia del Paese. Niente interviste, poche e mirate le apparizioni in tv e tutte di servizio, per dare informazioni corrette ai cittadini. Una strategia mediatica improntata all’essenzialità perché il lavoro è tanto e non c’è tempo da perdere. E che si è rivelata premiante, visto che il ministro della Salute è terzo per indice di gradimento nella classifica dei leader stilata da Ilvo Diamanti su Repubblica.

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