Romagna. La Riviera tra gli obiettivi del boss Riina

Totò Riina, Capo di Cosa Nostra, aveva puntato lo sguardo sulla Riviera Romagnola. Panico sulle spiagge riminesi finché lo Stato non mitigava il carcere duro per i detenuti mafiosi stabilito dal 416 bis. Tra le minacce, quella di disseminare le spiagge di siringhe infette di Aids. E’ quanto raccontano ai magistrati i pentiti Giovanni Brusca e Gioacchino La Barbera e aggiungono che l’obiettivo era quello di ridurre il turismo seminando terrore tra i vacanzieri e costringendo lo Stato a rivedere il trattamento dei detenuti mafiosi dell’Asinara e di Pianosa.

Destinatari dei colpi a Rimini sarebbero dovuti essere alcuni politici proprietari di alberghi e stabilimenti balneari, ma nei confronti di questi operava un uomo, il catanese Matteo Mazzei, che nel 2002 è stato condannato per associazione a delinquere di stampo mafiosi e concorso nel duplice omicidio di Ernesto Buffa e Agostino D’Agati, trovati senza vita e incappucciati nel portabagagli di un’Opel abbandonata in un’area di servizio Rubicone Est, il 25 ottobre del 1991.

 

Carmela Vigliaroli

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