Ryanair, la Corte Ue dà ragione all’Antitrust: “I costi inevitabili vanno mostrati subito”

La Corte di giustizia Ue richiama Ryanair  per i prezzi dei voli poco trasparenti. E dà ragione all’Antitrust, che nel 2011 aveva multato la compagnia irlandese per oltre 500.000 euro per la prassi di far lievitare l’allettante prezzo iniziale delle offerte, raddoppiandolo in fase di prenotazione. I giudici europei, in una recente pronuncia (sentenza C-28/19) hanno chiarito che, secondo il diritto Ue, le compagnie aeree sono tenute ad indicare nelle offerte di voli pubblicate sui propri siti gli elementi di prezzo inevitabili e prevedibili, che vanno messi in chiaro sin da subito, prima che l’utente si convinca ad acquistare sulla base di un prezzo fittizio.Prezzi in chiaro dal primo momentoQuali sono dunque, a parere dei magistrati dell’Ue, le voci di prezzo da mostrare nell’offerta iniziale? Oltre alla tariffa passeggeri, a parte vanno indicate le tasse, i diritti e, appunto, i supplementi inevitabili e prevedibili. Tra questi figura anzitutto l’Iva applicata sulle tariffe dei voli nazionali. Poi il costo richiesto per eseguire il check-in online, ma solo laddove non ne esista una modalità gratuita, non si possa ad esempio effettuarlo senza costi in aeroporto. E ancora: va reso noto fin da principio il supplemento per pagare con una carta di credito diversa da quella decisa dalla compagnia.

In questo caso, precisa la Corte europea, i consumatori non hanno molta scelta. Si tratta di una condizione imposta da Ryanair: il servizio è gratuito soltanto per una cerchia ristretta di clienti dotati di quella carta. Tutti gli altri devono rinunciare all’offerta o sostenere altri costi per procurarsi la carta di credito richiesta dalla compagnia e nel frattempo perdere l’offerta o pagarla di più. Intervistata da Repubblica.it Ryanair dichiara di essersi adeguata per tempo agli obblighi di trasparenza, nonostante i successivi ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato: “La nostra politica di visualizzazione dei prezzi è completamente trasparente e rispetta già le disposizioni della Corte di giustizia dell’Unione Europea. La modalità di visualizzazione è stata modificata dal 2010”.


La vicenda giudiziaria
Nel 2011 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva sanzionato la compagnia irlandese con una multa di oltre 500.000 euro per pratiche commerciali sleali. L’antitrust contestava a Ryanair di aver pubblicato sul proprio portale prezzi privi di questi tre elementi, ritenuti fondamentali da conoscere fin da subito. Mentre invece il sito li mostrava soltanto in una fase successiva, durante l’iter di prenotazione telematica.


La compagnia si era dunque rivolta al Tar per contestare la sanzione, ma il ricorso era stato respinto. Il vettore di Dublino a quel punto aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato. Il secondo grado della giustizia amministrativa, prima di pronunciarsi, ha chiesto alla corte Ue di interpretare alcune norme del regolamento 1008/2008 sulla prestazione dei servizi di trasporto aereo dell’UE. Ha domandato cioè agli eurogiudici di precisare se i tre costi, secondo il diritto dell’Unione, siano davvero inevitabili e prevedibili, pertanto vadano inseriti già nell’offerta iniziale. E la Corte europea, a distanza di nove anni, ha dato ragione al Garante per la concorrenza e il mercato, confermando la propria posizione ribadita in diverse sentenze sul tema.


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