San Mauro Pascoli. Usura aggravata ed estorsione, arrestato in flagranza 33enne moldavo

In data 29 settembre u.s., militari del dipendente N.O.R. – Aliquota Operativa, in collaborazione con personale della Stazione di San Mauro Pascoli, traevano in arresto in flagranza di reato D.M., trentatreenne, nato in Moldavia ma con cittadinanza romena, imprenditore con attività, poiché resosi responsabile dei reati di usura aggravata ed estorsione, commessa ai danni di un’altra imprenditrice di San Mauro Pascoli.

L’attività investigativa che portava alla suddetta misura cautelare traeva origine proprio dalla denuncia presentata da quest’ultima, la quale, proprietaria di un’attività commerciale di quel Comune, già nell’anno 2016, trovandosi in difficoltà economiche legate alla gestione dell’attività, si vedeva costretta a chiedere un prestito a D.M., conosciuto in ambiente lavorativo, il quale si mostrava disposto ad elargire la somma richiesta, imponendo fin da subito alla richiedente il pagamento di una somma pari al 20% di quella inizialmente fornita, quale interesse maturato nell’arco di un mese. Così facendo, ben presto, la denunciante si è trovata nella condizione di non essere più in grado di restituire non solo la somma iniziale, ma neanche, e soprattutto, gli interessi maturati, i quali, se non restituiti alla scadenza prefissata, maturavano automaticamente un ulteriore 20% di interesse. Pertanto, trovandosi in questa situazione, e dovendo anche fronteggiare le richieste di restituzione del denaro da parte dell’uomo, ormai divenute estorsive, la donna si presentava presso il Comando Stazione per denunciare quanto sopra.

Cosi facendo, si giungeva all’arresto in flagranza operato in data 29 settembre 2017, data in cui all’indagato veniva anche sequestrata la somma contante di euro 38010, trovata nella disponibilità dello stesso, verosimilmente provento dei reati contestatigli. L’arrestato veniva trattenuto presso le camere di sicurezza di questo Comando in attesa della convalida dell’arresto cosi come disposto dall’A.G. forlivese, all’esito del quale il Tribunale di Forlì – Giudice per le Indagini preliminari, Dott. Giorgio Di Giorgio, convalidava l’arresto operato e sottoponeva il D.M. alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Dalla successiva attività investigativa, diretta e coordinata dal Sost. Proc. della Repubblica di Forlì, Dott.ssa Federica Messina, questo Comando ricostruiva, attraverso l’analisi della documentazione sequestrata, costituita da registri, agende ed appunti dell’uomo, nonché dall’analisi periziale del telefono cellulare, la rete di contatti che intratteneva il D.M., scoprendo ulteriori sei persone, sottoposte al medesimo giogo usuraio. All’esito di tale attività, questa Polizia Giudiziaria, di concerto con la suddetta A.G., quantificava l’illecito guadagno, frutto dell’attività illecita posta in essere, in euro 43.258, somma che, con apposita ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Giorgio Di Giorgio, su richiesta del Sost. Proc. Dott.ssa Federica Messina, veniva sottoposta a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, prelevandola dai conti correnti nella disponibilità dell’indagato e della sua attività commerciale.

 

Carmela Vigliaroli

cvigliaroli@giornaledelrubicone.com