Scontri sugli immigrati: assembramento al Senato

Sul decreto Sicurezza ieri in Senato è scoppiata una vera e propria bagarre. Il governo ha infatti posto il voto di fiducia sul documento senza consentire la discussione prevista. A dare l’annuncio della decisione è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che ha annunciato, appunto, la richiesta del voto di fiducia. I senatori della Lega sono subito scesi in campo protestando, creando assembramenti per bloccare l’iter e occupando i banchi del governo. A quel punto Ignazio La Russa ha deciso di sospendere l’assemblea. Dopo il caso, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha deciso di convocare la conferenza dei capigruppo, terminata intorno alle 19. Il senatore Pd Dario Parrini ha dichiarato: «Mentre il ministro per i Rapporti col Parlamento stava annunciando l’apposizione della questione di fiducia sul decreto sicurezza e immigrazione, i leghisti lo hanno assalito, togliendogli di mano il microfono e impedendogli di parlare». Per lui è «un vile atto di squadrismo parlamentare tollerato (chissà perché trattandosi di squadrismo, ma a ben pensarci si può anche immaginare il perché) dal presidente di turno Ignazio La Russa. Sdegno generale. Una cosa gravissima».

In realtà i leghisti, molti dei quali hanno gridato «pagliaccio, buffone», hanno sottolineato lo sdegno per una mancanza di rispetto nei confronti del democratico diritto alla discussione, vietato dalla maggioranza. Il senatore Andrea Ostellari chiarisce che «l’aula è stata liberata dopo la conferenza dei capigruppo solo perché è stata concessa la discussione. Stamani si riparte. È un altro giorno». E prosegue: «Noi faremo tutto quello che ci consente il regolamento perché riteniamo che la discussione non possa essere interrotta. Qui siamo di fronte a una maggioranza che si è messa in testa di andare comunque all’approvazione mediante la fiducia, tanto che c’è stato un tentativo di porre la questione di fiducia nonostante si fosse in fase preliminare di discussione. Ci provano perché sanno che il tempo sta per scadere. La colpa è loro. Accusano l’opposizione, ma noi stiamo esercitando la nostra funzione».

Il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni spiega: «Per FdI certamente il governo ha fatto una cosa sbagliata, non preannunciata e contraria alla prassi parlamentare, perché in genere la fiducia viene chiesta al termine della discussione generale, non all’inizio. È una grave contrazione del dibattito parlamentare». Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri non le manda a dire: «Siamo assolutamente contrari a questi decreti e contestiamo l’ipocrisia dei grillini che erano a favore col Conte I e contrari col Conte II. L’immigrazione clandestina va bloccata. Fummo favorevoli a quei decreti anche se contestavamo al governo gialloverde il mancato stanziamento di risorse adeguate per le forze di polizia. Oggi questi testi sono incostituzionali come decreto, sono un segnale di resa all’immigrazione. Più viaggi, più rischi, più morti. Quindi questi decreti dimostrano che i finti buoni sono i veri cattivi, che aumentano il numero delle morti nel Mediterraneo, mentre quelli descritti come i cattivi, cioè noi, sono i buoni». Stamani la discussione riprenderà alle 9.30.



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