Scuola, iI Consiglio superiore della pubblica istruzione: maturità meglio a distanza e niente voti alle elementari

ROMA – Il parere che la ministra Lucia Azzolina non voleva, quello del Consiglio superiore dell’istruzione – 36 membri tra cui dirigenti scolastici, docenti, sindacalisti, esperti delle istituzioni pubbliche -, chiede all’Istruzione di togliere, per quest’anno, i voti agli alunni delle scuole elementari e di sostituirli con giudizi che meglio possono interpretare questa stagione scolastica a metà.

Quindi, raccomanda fortemente un esame di Maturità realizzato con un protocollo di sicurezza nazionale “stringente, dettagliato e prescrittivo a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto”, altrimenti meglio affidarsi, come già si fa con l’esame di Terza media, a un colloquio in remoto.


Il parere del Cspi è obbligatorio ma non vincolante. Con un’ordinanza in tempi di Covid la ministra dell’Istruzione lo aveva tagliato per velocizzare i tempi delle decisioni di fine anno, concentrate nelle tre ordinanze (bozze di ordinanze, per ora) firmate la settimana scorsa. Poi, su pressione dei sindacati, è dovuta tornare sulle sue decisioni. Il parere arriva adesso, al termine di una videoriunione fiume iniziata ieri alle 10 di mattina, conclusa dopo dodici ore per l’intera assemblea e portata avanti in seduta ristretta fino a mezzanotte.

Sulla scuola elementare, “tenuto conto che la situazione emergenziale ha particolarmente penalizzato l’apprendimento degli alunni più piccoli, per i quali l’interazione in presenza con i docenti costituisce un elemento determinante nei processi di apprendimento, in misura maggiore rispetto agli altri gradi di scuola”, il Consiglio superiore della Pubblica istruzione ha chiesto che la valutazione finale sia espressa attraverso un giudizio riportato nel documento previsto e non attraverso la votazione espressa in decimi.

repLocali

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