Sgozzato a Milano: la rapina non è la sola ipotesi

(ANSA) – MILANO, 20 DIC – La rapina finita male è solo una
delle ipotesi a cui lavorano i carabinieri impegnati a risolvere
l’omicidio di Stefano Ansaldi, il ginecologo di 65 anni ucciso
ieri pomeriggio, 19 dicembre, a Milano. La sensazione degli
investigatori è che l’uomo, residente a Napoli, sia venuto in
città per un appuntamento ben preciso e che l’omicidio sia
scaturito da una lite con persone che conosceva. Se non
direttamente, comunque legate a qualche tipo di affare.
    Sono diversi gli elementi che portano a questo scenario, a
partire dal presunto saluto pre-natalizio alla sorella, che vive
a Milano. La donna infatti era in procinto di andare in Campania
prima delle restrizioni sugli spostamenti per Covid, quindi
verrebbe meno il motivo familiare della trasferta milanese.
    Inoltre il medico aveva effetti personali, come una
ventiquattr’ore di cuoio chiaro, l’orologio e il portafogli.
    A questo si aggiunge il comportamento dei presunti assassini,
che dopo l’omicidio si sono cambiati gli abiti per confondere
ulteriormente le ricerche degli investigatori, farebbe pensare a
qualcuno che aveva un piano o almeno l’idea di qualche motivo
per cui fuggire. I carabinieri mantengono il riserbo evitando di
sbilanciarsi ma sembra abbiano un’idea chiara di cosa potrebbe
essere accaduto ieri pomeriggio in via Macchi. (ANSA).
   


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