Silvia e Siriki, guide turistiche: “Ripartire? Per noi è impossibile”

16 maggio 2020

Silvia Poggiani e Siriki Dembele sono sposati e entrambi lavorano a Roma come guide turistiche. O almeno, lavoravano visto che da marzo, prima ancora che scattasse il lockdown per l’epidemia da Covid-19, si sono ritrovati entrambi senza un cliente o una visita da guidare. “Ogni giorno arrivava una mail, una cancellazione. Adesso siamo senza lavoro, non ci sono prenotazioni e poi è ancora tutto bloccato”, racconta Silvia. “Non vediamo una soluzione per ripartire. Anche se la speranza è per marzo 2021, probabilmente dovremo aspettare giugno o luglio per rivedere i primi turisti”, aggiunge Siriki. La famiglia, composta dalle due guide e un figlio di cinque anni, sopravvive grazie ai risparmi di una vita fronteggiando le spese di tutti i giorni e un mutuo sulla casa. “Non è tanto aver perso due mesi di lavoro, ma perdere un anno di vita a 46 anni – racconta il marito -. Con un figlio piccolo poi è veramente dura”.

In una nota, l’Associazione Guide Turistiche Abilitate fa notare: “Nelle città d’arte, che di turismo vivono, circa il 35% del pubblico è composto di turisti stranieri; nel 35% di turisti italiani, si riscontrano gruppi e scolaresche, tutte tipologie attualmente vietate. C’è bisogno di un fondo specifico per il turismo, con un decreto che si concentri sulle categorie colpite e che sia frutto di un tavolo tecnico e di un confronto con i rappresentanti delle categorie che conoscono i vari regimi fiscali e le problematiche dei professionisti che lavorano nel turismo, perché chi scrive i decreti non sa neanche come lavoriamo e come fatturiamo”. E chiede al Governo “un sostengo mensile fino alla ripresa del nostro lavoro, la posticipazione di tutti i tributi e contributi dovuti nel 2020”.

Di Francesco Giovannetti



Fonte originale: Leggi ora la fonte