Snowpiercer, lotta di classe che ricorda Parasite

Immaginate un treno di 1001 vagoni che viaggia in un mondo post-apocalittico che ha portato la Terra ad essere invivibile con una temperatura costante di meno 117 gradi. Dentro questo ghiaccio perenne corre, senza mai fermarsi, un treno pieno dei pochi sopravvissuti. Questa l’ambientazione di ‘Snowpiercer’, la nuova serie originale Netflix tratta dall’omonimo film di Bong Joon-ho, già premio Oscar e Palma d’oro con Parasite. Ma dentro ‘Snowpiercer’, questo il nome del treno in perenne movimento, c’è un intero mondo, piccole galassie vegetali e animali ad uso alimentare, locali notturni, scuole, ristoranti di lusso. Il tutto abitato da circa tremila persone divise spietatamente per classi sociali. Come in un grattacielo orizzontale, nel treno ci sono ben quattro distinte classi, dalla testa fino alla coda.

Quattro classi sociali che scandiscono esattamente i modi di vivere, ovvero quello che puoi consumare, dove puoi dormire, cosa puoi mangiare. Tre classi sociali, già in lotta tra loro, ma con una loro dignità, a cui se ne aggiunge una di perdenti, di schiavi sporchi e cattivi che vivono nel ‘fondo’ del treno e che sono dediti, così vuole la leggenda, anche a promiscuità, cannibalismo e droghe. Protagonisti di questa con un’anima thriller e splatter che sarà disponibile dal 25 maggio su Netflix con un episodio a settimana, il premio Oscar Jennifer Connelly e Daveed Diggs. La prima, Melanie Cavill, è l’algido e funzionale capo dell’ospitalità del treno, quella che cerca di conservare l’esistente, lo status quo, mentre Layton Well è uno dei tonici rivoltosi del ‘fondo’, una sorta di Che Guevara recuperato dalla Cavill per il suo passato di detective quando nel treno più di un omicidio rischia di comprometterne il fragile equilibrio.

Ma come già qualcuno ha notato, perché ci si sente subito a casa seguendo le vicende di questo treno tanto da far diventare Snowpiercer una sorta di archetipo? Semplice: perché sia il materiale della graphic novel originale – creata dagli autori belgi Jacques Lob e Jean Michel Charlier – che l’adattamento cinematografico di Bong Joon-ho del 2013 che hanno preceduto questa serie tv firmata da James Hawes, raccontano qualcosa di profondamente familiare: l’eterna lotta tra ricchi e poveri dentro cui ognuno si muove con ruoli diversi. Una lotta di classe che anche nelle sue forme più dure e splatter sembra andare davvero di moda in questi problematici nostri tempi. Basti pensare al solo ‘Parasite’ e ai suoi molti riconoscimenti internazionali, ma anche al recente successo de ‘Il buco’, film low-budget del regista Galder Gaztelu-Urrutia (sempre su Netflix) ambientato in una prigione verticale, composta da centinaia di celle, disposte una sopra l’altra e abitate da due prigionieri ciascuna. Qui a contare davvero è solo il cibo che viene calato una volta al giorno, un piano alla volta, dall’alto verso il basso.

Nel cast di Snowpiercer, oltre alla Connelly e a Diggs, troviamo Alison Wright (The Accountant), Mickey Sumner (American Made), Katie McGuinness (Dirty Filthy Love), Susan Park (Ghostbusters), Lena Hall (All My Children) vincitrice ai Tony Award e nominata ai Grammy, Annalise Basso (Bedtime Stories), Sam Otto (Jellyfish), Sheila Vand (Argo), Roberto Urbina (Narcos) e Sasha Frolova (The Interestings).

   


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