Sorpresa Usa, a maggio la disoccupazione scende al 13,3%

NEW YORK – A sorpresa ripartono le assunzioni in America. Il dato di maggio è del tutto inatteso e positivo: sono stati creati 2,5 milioni di posti di lavoro. Di conseguenza il tasso di disoccupazione Usa scende: mentre ad aprile aveva toccato il massimo storico dal dopoguerra a quota 14,7%, il mese scorso è ri-disceso a 13,3%.

E’ pur sempre una disoccupazione altissima e la distruzione di posti di lavoro è stata immensa durante i tre mesi di pandemia e lockdown: sono stati licenziati almeno venti milioni di americani. Il disastro rimane tale, se si paragona la situazione attuale con quella pre-coronavirus in cui si sfiorava il pieno impiego e il tasso di disoccupazione era sceso al 3,4% cioè un minimo da mezzo secolo. Però tutti gli analisti si aspettavano che la disoccupazione avrebbe proseguito la sua impennata fino al 20%. L’inversione di tendenza di maggio è stata precoce, rispetto a tutti gli scenari prevalenti.


Il Dipartimento del Lavoro, che pubblica queste statistiche, è cauto nell’interpretazione, si limita ad osservare che “questo miglioramento riflette una limitata ripresa dell’attività economica”. Fra le prime interpretazioni: a metà maggio circa la metà degli Stati Usa stavano già togliendo alcune restrizioni del lockdown, pertanto con la flessibilità tipica di questo mercato del lavoro alcune imprese che avevano licenziato i propri dipendenti hanno cominciato a ri-assumerli. Il dato di maggio potrebbe rivelarsi una tregua fugace prima di nuove ricadute. Oppure il segnale premonitore di un’uscita dalla crisi.

Un solo mese non basta per trarre conseguenze sul lungo periodo. Le ricadute però potrebbero essere consistenti. Da un lato è una buona notizia per l’economia mondiale, se l’America riprende a crescere e può svolgere un ruolo da locomotiva anche per la crescita altrui. D’altro lato ci sono le ripercussioni sulla campagna elettorale. In vista del voto del 3 novembre, i rapporti di forze tra Donald Trump e Joe Biden possono cambiare in funzione della situazione economica e in particolare dell’occupazione. Un mercato del lavoro in ripresa aiuterebbe il presidente in carica.



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