Spike Lee porta il Vietnam da giugno su Netflix

Quattro veterani afro-americani tornano in Vietnam a cercare i resti del loro capo-plotone caduto in guerra e un baule pieno d’oro oro che avevano nascosto nella giungla vicino a lui. Questo il soggetto di “Da 5 Bloods”, il nuovo film di Spike Lee che uscira’, anziche’ nelle sale, direttamente su Netflix il prossimo 12 giugno. Il trailer, online questa settimana, promette un affresco a tutto campo su un’epoca segnata da una ferita storica ancora aperta: mescola la sensibilita’ di Lee con filmati di archivio sulla guerra, le proteste all’universita’ Kent State represse nel sangue, le dimissioni di Richard Nixon per il Watergate, Angela Davis e Malcolm X, il tutto sullo sfondo di “Time Has Come Today,” il classico psichedelico dei Chambers Brothers. Di sfondo anche un riesame dele politiche razziali in America alla fine degli anni Sessanta quando i soldati di colore si chiedevano perche’ combattere per un paese che ha sempre oppresso gente come loro.
    Un interrogativo valido ancora oggi: “E’ il 2020 e i neri sono ancora uccisi come animali”, ha detto al New York Times il regista alludendo all’assassinio del jogger di colore Ahmaud Arbery lo scorso febbraio in Georgia.
    Nel film, che rende omaggio a classico come “Tesoro della Sierra Madre”, “Il Ponte sul fiume Kwai” e “Apocalypse Now”, Delroy Lindo, Clarke Peters, Isiah Whitlock Jr. e Norm Lewis, tutti attori sui 50 anni, hanno flashback che li riportano a quando erano giovani. Lee non ha usato le tecnologie digitali impiegate da Martin Scorsese in “The Irishman” per ringiovanire i suoi protagonisti. Secondo note della produzione, questo e’ servito a illustrare come “dilemmi attuali colorano i ricordi delle nostre vite precedenti”, ma Lee ha offerto una spiegazione piu’ prosaica: “Non mi hanno dato i cento milioni necessari”.
    Nella sceneggiatura originale di Danny Bilson e Paul De Meo, i protagonisti erano quattro bianchi. Lee e lo sceneggiatore Willmott l’hanno rivisitata dopo che nel 2017 Oliver Stone, si era tirato indietro creando, nel reduce Paul interpretato da Lindo, un acceso sostenitore del presidente Donald Trump.
    Per Lee l’impatto del Coronavirus si e’ fatto sentire direttamente: “Da 5 Bloods” sarebbe dovuto uscito nelle sale e il festival di Cannes, di cui doveva essere presidente quest’anno, e’ stato cancellato. Lee, che ha 63 anni e per eta’ ed etnia appartiene a una categoria particolarmente vulnerabile, ha paura del virus e da settimane e’ chiuso in casa: “Gente perde la propria vita e quella dei propri cari. Ringrazio che sono vivo e prendo le cose giorno per giorno”, ha spiegato al New York Times il regista che recentemente ha dedicato uno short ai lavoratori essenziali di New York. (ANSA).
   


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