Taranto simbolo dell’antitesi salute-lavoro

La folla colorata assiepata al Parco Archeologico delle Mura Greche quest’anno non ci sarà. Taranto si prepara a un Primo Maggio senza il concerto che celebra la festa dei lavoratori e accende i riflettori sulla situazione della città, che combatte strenuamente per il suo diritto alla salute, messa a rischio dall’ex stabilimento dell’Ilva. Un appuntamento silenzioso, ma non silente. Niente live, neppure in streaming (“perché lo stream non può restituire l’emotività trasmessa da un evento dal vivo”). E non solo per il lockdown in atto per le restrizioni da coronavirus, ma anche per rispetto alle migliaia di morti, di malati, ai medici impegnati in prima linea.

Il comitato organizzatore Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti insieme ai direttori artistici della manifestazione, Michele Riondino, Roy Paci e Diodato, non rinuncia però alla missione sociale e politica dell’appuntamento, che nel tempo è cresciuto riuscendo a ritagliarsi il suo spazio in una Giornata per anni dominata dalla piazza di San Giovanni a Roma. Niente musica, ma tanti interventi e un docufilm in seconda serata su La7, con le testimonianza di artisti come Vinicio Capossela, Piero Pelù, Elio Germano, Carolina Crescentini, Zerocalcare, Ghemon, Brunori Sas, Samuel, Manuel Agnelli, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa. Dalle 15 di venerdì, la pagina Facebook e i profili social del comitato diventeranno una piazza virtuale nella quale si alterneranno interventi e proposte concrete di cambiamento da parte di persone, attivisti, associazioni (tra queste No Tav, No Tap, Casa delle donne Lucha y Siesta, Fridays for Future). Clou della giornata sarà poi il docufilm “Liberi e pensanti – uno maggio Taranto”, per la regia di Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera, in onda dopo Propaganda Live per raccontare “la storia di Taranto e le battaglie di chi lotta per recuperarne la bellezza e restituire ai suoi lavoratori la piena dignità e sicurezza”.

“Taranto, ancora più in questo momento, è diventata l’emblema di una contraddizione che ci portiamo dietro da anni e che ora coinvolge il mondo intero. Noi tarantini conosciamo bene la contraddizione della scelta tra il diritto alla vita e il diritto al lavoro. Oggi il dramma di Taranto è su scala mondiale. Anche la politica si sta rendendo conto dell’importanza di mettere la salute al primo posto, sarà importante ricordarlo anche alla fine di questa emergenza”, dice Michele Riondino, appoggiato da Roy Paci e Diodato, il cui brano Fai rumore, vincitore a Sanremo, è diventato simbolo della lotta di Taranto. “In questo momento – sottolineano i tre direttori artistici – ci è sembrato potesse essere molto più comprensibile la condizione tarantina. Sostituite il coronavirus con l’ex Ilva e capirete come si vive a Taranto ogni giorno”. La scelta di rinunciare al concerto streaming rispecchia anche la necessità di sottolineare l’importanza dei lavoratori del settore dello spettacolo, duramente colpiti dall’emergenza coronavirus. “Siamo stati dimenticati, ma siamo i primi a essere chiamati per dare il nostro contributo. Non vederci riconosciuta l’importanza di esistere è grave”, sottolinea Riondino. L’Uno Maggio Libero e Pensante sarà anche l’occasione per esprimere solidarietà concreta per chi non ha diritto alla cura, con una raccolta fondi a favore di Emergency. “Anche oggi siamo impegnati a combattere questi virus che condizionano la nostra esistenza e non sono solo il coronavirus – ha dichiarato Gino Strada -: uno di questi virus è l’aver ridotto, da parte della classe politica, la nostra sanità a merce fruibile per chi ha i soldi per pagarsela. La nostra salute ha bisogno di uno sforzo collettivo per essere tutelata. Sono stati chiusi ospedali, tagliati posti di lavoro, tagliati i bilanci della sanità, ma mai quelli che vanno nelle tasche del privato. A pagare il prezzo in termini di salute è il cittadino, come lo sta pagando Taranto. Non mi aspetto nulla dalla politica, senza l’impegno di tante tante persone”.


Fonte originale: Leggi ora la fonte