Tasse, lavoro, consumi e debito: cosa significa per l’Italia il Pil a -15%

MILANO – Meno 8% secondo il governo, -9,1% per il Fondo Monetario Internazionale, fino a -15% stando alle stime, per il momento tra le più pessimistiche, dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Dovrebbe essere questo il conto che potrebbe lasciare il coronavirus in eredità all’economia italiana a fine 2020: il più grande calo annuale del prodotto interno lordo nell’intera storia repubblicana. Statistiche a parte, cosa significa per l’Italia un dato così allarmante?

Il Pil è una sorta di termometro sullo stato di salute di un Paese. Da una parte registra l’intenstà di un malessere in corso, ma dall’altro indica anche le possibili conseguenze nel breve periodo. Nel caso di un malato, la necessità di assumere farmaci, limitare le proprie attività o restare in casa. Del “malessere” in corso arrivano aggiornamenti quasi quotidiani. Lo stop delle attività economiche imposto dal lockdown ha drasticamente ridotto la quantità di beni e servizi prodotti con un impatto devastante sul nostro Pil. I conti li ha fatti la scorsa settimana la Banca d’Italia: ogni settimana di blocco così costa all’economia un calo di mezzo punto del prodotto interno lordo. Cosa ci attende ora?

RepCoronavirus, il lavoro che crolla: 1,7 milioni di occupati in meno nel 2020

Fonte originale: Leggi ora la fonte