Termoscanner, microgruppi e ingressi scaglionati, così riaprono nidi e centri estivi

Forse ai più piccoli sembrerà di andare dal dottore piuttosto che al centro estivo, ma pazienza, è l’estate dell’emergenza e del Covid19, la cautela è d’obbligo. Oltre quella barriera sanitaria poi, oltre il “triage”, ci saranno gli amici, bene prezioso dopo tanta solitudine. Il cuore del piano che detta le linee guida agli enti locali per la riapertura, a giugno, di nidi d’infanzia e centri estivi, da oggi all’esame del comitato tecnico scientifico, è questo: prima di entrare nell’area di contatto con gli altri, a tutti, bambini e operatori verrà misura la febbre e sarà obbligatorio lavarsi le mani in fontanelle e lavandini posti all’ingresso di cortili, oratori, spazi gioco, giardini e ludoteche. Obbligo di certificati medici per grandi e piccoli e ai primi sintomi di febbre, via, oltre la barriera sanitaria non si va.

Sono tre i capitoli del piano messo a punto dal tavolo formato dall’Anci, dai ministeri della Famiglia, Istruzione, Salute e Lavoro insieme alla Sip, società italiana di pediatria, e destinati a tutti quei soggetti (associazioni, centri sportivi, oratori) che organizzeranno l’estate dei bambini.  1) Regole per la riapertura e regolamentazione di parchi e giardini pubblici per la frequentazione di da parte di bambini di età anche inferiore a tre anni, accompagnati da genitori. (Da ricordare che nei parchi e nei giardini è obbligatorio l’uso di mascherine a partire dai 3 anni di età). 2) Attività organizzate per bambini di età superiore ai tre anni in parchi e giardini con la presenza di un educatore. 3) Riattivazione dei servizi educativi per la fascia 0-6 e progetti di attività ludico creative per bambini e ragazzi. Ed è su questo capitolo che è più interessante fermarsi, visto che rappresenta la parte più attesa del piano e di fatto comprende le regole anche per i capitoli precedenti.

Ingressi ai nidi e ai centri estivi da giugno 2020Le condizioni di salute dei bambini che accedono ai centri estivi dovranno essere valutate con il pediatra di base. Per accedere ci vorrà il certificato medico. Dovranno essere previsti criteri di priorità nell’accesso ai servizi alle famiglie con maggiore difficoltà nella conciliazione tra cura e lavoro. Situazioni con entrambi i genitori lavoratori. Famiglie monoparentali. Incompatibilità del lavoro dei genitori con lo smart working. Condizioni di fragilità, a esempio la disabilità di un bambino o di un ragazzo.Cronaca

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