Thamara e Amer, colf e pizzaiolo in nero a Milano: “Facevamo studiare quattro figli, ora non abbiamo più neanche da mangiare ogni giorno”

Thamara Laxman ha 51 anni e da ventisei è arrivata a Milano dallo Sri Lanka. Ha quattro figli di 14, 17, 19 e 21 anni, sono nati in Italia e studiano tutti: la più grande, universitaria, è iscritta a Fisica. Fino a due mesi fa ha fatto le pulizie in varie case del centro: mai un contratto, oltre vent’anni di lavoro in nero pur di riuscire a spedire in patria qualche euro per i genitori. Adesso, causa Covid, nessuno vuole estranei vicino e Thamara non ha più un reddito. Anche suo marito Amer, 56 anni, dopo lo scoppio dell’epidemia ha dovuto smettere di lavorare. Da dieci anni faceva il pizzaiolo a Cinisello Balsamo: il locale ha chiuso e lui ha perso i circa 700 euro al mese in nero che riusciva a guadagnare facendo doppio turno. “Avevo un contratto di due ore al giorno – dice – ma ne facevo dieci. Il proprietario diceva che se non mi andava bene così potevo andarmene”.

Per lasciare i figli liberi di studiare, i genitori spesso hanno consumato un solo pasto al giorno. “Adesso – dice Thamara – mangio quattro volte alla settimana ma non è la fame a spaventarmi. Mio marito ed io siamo stranieri, senza un lavoro potremmo essere costretti a rientrare in patria. I nostri figli invece sono italiani e vogliono restare qui”. Era una famiglia che ce l’aveva fatta: il virus sta spazzando via i suoi sogni, forse la sua esistenza.
  




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